Supporto musicale:colonna sonora “Il camorrista” scritto ed eseguito per il film opera prima di Giuseppe Tornatore, da Nicola Piovani in quintetto.
Musicisti:
Andrea Avena – contrabbasso
Marina Cesari – sax e clarinetto
Pasquale Filastò – cello e chitarra
Cristian Marini – batteria e fisarmonica
Nicola Piovani – pianoforte.
In ricordo di Roberto Morrione e Giorgio Bocca.
E’ appena terminata la visione del film “IL padrino parte terza”. Epilogo sconcertante, cambiano i nomi di alcuni illustri protagonisti, i riferimenti alla realtà no, sono troppo evidenti e chiari. Sono alcune tristissime vicende degli anni 1970, 1980. Non vi è dubbio che il destino dell’Italia, sia stato inesorabilmente segnato da quegli anni in poi. Troppi misteri, troppe coincidenze, troppi omicidi di stampo politico/finanziario/mafioso hanno evidenziato la situazione precaria di uno stato in balia della disinformazione e dei poteri occulti. Iniziamo subito con lo IOR, Istituto Opere Religiose, la Banca vaticana, il cui capo, Mons. Paul Marcinkus, è stato chiacchierato in numerose vicende economico/finanziarie italiane tipo il crak del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, i rapporti col faccendiere Michele Sindona ed il capo della P2 Licio Gelli. Nella parte finale del film “Il padrino IIIa parte”, si fa esplicitamente riferimento a papa Giovanni Paolo Primo, Albino Luciani. Marcinkus non vedeva di buon occhio l’elezione a Papa di Luciani legato alle tradizioni religiose del cattolicesimo e non al potere economico della chiesa. Marcinkus diceva che questo papa non era come il precedente. Con questo Papa la Chiesa non avrebbe più l’uso del denaro alla stregua di una qualsiasi banca. Albino Luciani fu eletto Papa il 26 agosto 1978. Non vedeva di buon occhio sia Calvi che Sindona. Con la sua elezione venne pubblicato elenco di 131 ecclesiastici iscritti alla massoneria, buone parte dei quali erano del Vaticano. La lista era stata diffusa dal piccolo periodico “OP”, Osservatore Politico, di quel Mino Pecorelli ucciso un anno dopo l’elezione di Luciani, in circostanze ignote tutt’ora.”OP” era uno strumento dei servizi segreti per comunicare ai politici anche possibili eventi futuri. Pecorelli era legato a Gelli, Sindona e Calvi. La lista ecclesiastica massonica comprendeva tra gli altri Jean Villot (segretario di Stato), Agostino Casaroli (ministro esteri Vaticano), Paul Marcinkus (capo Banca Vaticana), Don Virgilio Levi (vice direttore Banca Vaticana), Roberto Tucci (direttore radio Vaticana). Papa Lucioni morì il 28/9/1978. Molti sono i dubbi sulle ultime ore di vita del papa. Lo scrittore inglese David Yallop, nel suo libro, sostiene la morte violenta del Papa. Qualche mese prima della morte del papa, venne rapito ed ucciso Aldo Moro. Nella vettura su cui viaggiava l’On. Moro in via Fani, c’era anche una borsa che sicuramente conteneva elenco iscritti alla P2: la borsa non fu mai ritrovata. E’ possibile immaginare un intreccio magari non concordato tra Brigate Rosse e P2?? Ci sono troppi misteri sulla vicenda Moro, e guarda caso con la scomparsa di Papa Luciani ha in comune gli elenchi degli affiliati alla P2: che strana coincidenza!! Tutti o quasi i protagonisti di quegli anni tenebrosi ed indecifrabili, perirono di morte violenta esclusi Licio Gelli e Paul Marcinkus. Su Papa Luciani, da parte della chiesa sarebbe stata più opportuna una autopsia per confermare la morte naturale del Papa. Il 20 marzo 1979 venne assassinato Mino Pecorelli, stesso anno e stessa sorte a Giorgio Ambrosoli esperto in liquidazioni coatte amministrative, magari tipo quella del Banco Ambrosiano. Nel 1982 venne trovato a Londra al Black friars bridge impiccato Roberto Calvi. Nel 1986 in carcere a Voghera venne avvelenato col caffè corretto alla stricnina, Michele Sindona. Mentre nel 2006, in Arizona, dopo essersi ritirato da ogni carica ecclesiastica vaticana, moriva da semplice sacerdote, Paul Marcinkus. Collegando le vicende di questi nomi illustri da parte della magistratura, potrà mai arrivare un domani vicino alla chiarezza? Cos’è successo in quegli anni? All’inizio degli anni ’90 spedii all’allora magistrato Antonio Di Pietro l’originale di una curiosa copertina datata giugno 1976 di un settimanale “Il Tempo” su cui era riprodotto in disegno Aldo Moro incatenato dietro le sbarre di un carcere. La copertina risale a 2 anni prima del rapimento e quel giornale era contrario al compromesso storico: di questo sono sicuro. Alcuni giornalisti di quel settimanale erano chiacchierati iscritti alla P2. Che profetici i giornalisti di quel settimanale………..!!
Altra stranezza recente, l’ultima intervista di Paolo Borsellino in mano alla magistratura, ancora non è prova per perseguire penalmente chi viene nominato da Borsellino stesso 7 giorni prima si saltare in aria. L’intervista l’ho ascoltata per intero, e secondo me, ci sono e come gli elementi per spiccare ordine cautelare. I cittadini chiedono verità, giustizia e legalità. Chiedono di sapere con esattezza come siamo giunti ad una situazione attuale insostenibile. In questo paese qual’è il peso specifico della parola democrazia? C’é ancora il diritto ad una vera informazione, oppure, come sosteneva il compianto Giorgio Bocca, la verità non interessa più a nessuno. Se così fosse si può pensare ad un decesso etico dell’Italia, altroché 150 anni di compleanno. Verità, sempre verità.
Gennaio 2012 Ebo Del Bianco













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