Monthly Archive for Febbraio 2009

a federì

“A’ Federì…” di Ebo Del Bianco

Nel film “Roma” di Fellini, appare Anna Magnani, scovata dalla cinepresa del maestro mentre rientra in casa a notte fonda. Anna si rivolge verso l’obiettivo con la frase in romanesco: “A’ Federì…”. Nasce da lì il pretesto per parlare oggi di cinema.

Mentre nella notte degli Oscar in America, il cinema italiano non è preso in considerazione, la vecchia punto, borbottando, mi trascina a Petrella Guidi, in Valmarecchia, dal maestro Federico, nel suo giardino, sotto l’alberello, sulla panchina davanti alla lastra di marmo. Anch’io provo ad esclamare senza puntini: “A’ Federì, che sta succedendo?” mentre osservo la mia punto parcheggiata nel verde di Petrella, consapevole che lui non può rispondere, provo ad introdurmi con discrezione ed umiltà in questo delicato argomento. Oggi impera il business, ed in questa logica, il cine-panettone la fa da padrone.
Il cinema italiano, come del resto tutto il mondo dello spettacolo, televisione in testa, devono respingere l’ipocrisia che aleggia come un incubo. Altrimenti la “donna cannone” di De Gregori si trasforma in donna cannolo che frequenta cremerie, pasticcerie, caffetterie, fesserie, sempre al tavolo dove si possa mostrare all’eccesso. Poi, Federico, c’è il problema irrisolto della “bigotteria”, da non confondersi con bigiotteria, il negozietto a cui si fa visita volentieri.
La violenza poi è una pericolosissima frequentatrice della vita quotidiana. Come si può immaginare che tra questo fetore possa nascere un cinema di alta qualità, di vero autore, fatta eccezione del tuo erede Peppino Tornatore? Pettorali, dorsali, addominali, inguinali più che muscoli, ormai sono i requisiti per accedere nell’olimpo delle apparenze. Maestro, peccato che il mio cane non è dotato di parola. Avrei qualcosa da raccontare con la sua interpretazione, qualcosa che parli di sentimenti veri e non taroccati, qualcosa che tocchi in egual misura, coerenza, lealtà, fedeltà. Laggiù, maestro, intravedo un esercito di instancabili parlatori. Non li seguo perché so come produrre anticorpi contro ogni forma assordante di rumori ipocriti.
In America, agli Oscar, hanno vinto e trionfato i bambini di Bombay, col loro messaggio di speranza ed ottimismo.
Caro maestro, tra autocelebrazioni ed autoincoronamenti, il cinema italiano deve appropriarsi di nuove idee, nuove proposte, valori fondamentali per accedere agli Oscar e non nel cono d’ombra: ci manchi tanto, Federico.

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tema di deborah

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La polenta

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miss regent

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birro

 

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to freddie with love

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