RICORDO DI GIAN MARIA VOLONTE’- di Ebo Del Bianco


Sono passati 15 anni dalla sua morte in un hotel di Florina, in Grecia. Stava girando un film pacifista, “Lo sguardo di Ulisse”, del regista Theo Anghelopulos. Era il capofila degli attori impegnati, del cinema e teatro sociale. È un dovere ricordare le varie interpretazioni di Gian Maria Volontè perché fanno parte della storia del cinema italiano. Bartolomeo Vanzetti in “Sacco e Vanzetti”, Aldo Cervi nei “7 fratelli Cervi”, Enrico Mattei nel film omonimo, Aldo Moro nel film “Il caso Moro”, sono gli esempi del grande impegno di Gian Maria nella sua carriera prestigiosa di attore nel cinema che conta. Ai primi di settembre si è celebrato il festival del cinema di Venezia e la giuria internazionale non ha assegnato alcun premio al prodotto italiano. Questo è un dato di fatto molto triste, perché se la televisione premia troppo e sottolinea il gossip, la critica mondiale non ha concesso titoli di merito al nostro cinema attuale. Volontè, negli ultimi anni, era deluso da questo paese a cui aveva regalato ben oltre il suo lavoro di attore. Non apparteneva al mondo dei virtuali che spadroneggia la scena della società e si vanta nel calcare il palcoscenico quotidiano senza mostrare qualità nel percorso in cui si snodano tutte le nostre vicende. È come assistere ad un giro ciclistico d’Italia senza campioni veri perché le qualifiche sono legate alle prestazioni. Molti giovani, oggi, sanno poco o nulla di alcuni grandissimi uomini della cultura italiana del ‘900 e non per loro colpa. Gian Maria Volontè era un personaggio scomodo, che accettava solo il vero ed il giusto, ed ogni suo lavoro dava l’impressione che in questo paese a volte si è costretti a procedere contromano per ricercare il vero. Va ricordato sempre perché era un grande del cinema e non bisogna confondere la sua fede politica con le sue indiscusse qualità artistiche. Nell’interpretare quei personaggi, Volontè spesso ha mostrato che il confine tra finzione e realtà è quasi nullo. Ecco perché era un grande, come grandi erano i suoi personaggi. Riposa all’Isola della Maddalena per sua volontà, e vorrei simbolicamente che tutti dedicassero un minuto e dire grazie a Gian Maria. Anche coloro che politicamente non la pensano alla sua maniera, perché anche a loro Gian Maria ha regalato molto del suo impegno artistico. Con l’oblio non si rende giustizia a lui ed ai suoi personaggi, e la società è talmente cambiata che ricordare l’impegno di questo uomo è un dovere per tutti. La passerella di Venezia lasciamola al gossip ed entriamo nella stanza dove conta solo il merito. La società del ‘900 è lontana dalla memoria d’oggi ma è quella che ha costruito le fondamenta di questo popolo. Anche l’arte ha fatto la sua parte ed è questo il titolo di merito da assegnare al ‘900 ed ai suoi protagonisti come Gian Maria Volontè. 

1 Commento a “RICORDO DI GIAN MARIA VOLONTE’- di Ebo Del Bianco”


  • Io a Volonté gli voglio proprio bene, per quanto ha fatto e per quello che era. Grazie per averlo ricordato.

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