Monthly Archive for Aprile 2011

Welcome di Ebo Del Bianco

A tutti i popoli oppressi, sofferenti, martiri, alla fine vincenti.
Musiche di supporto: From Vietnam with love:
Brittle, like twings, Cuong Vu tromba+elettronica
Byzance, Nguyên Lê chitarra, Paolo Fresu tromba+elettronica.

Immagini angoscianti dal Mediterraneo in fiamme: giovani guerrieri del deserto a questo mondo chiedono democrazia e libertà.
Sulle loro utilitarie scoperte, sui loro furgoni che avanzano e arretrano verso l’obiettivo, sono montate armi rudimentali anticarro, antiaeree, antiuomo.
Non accettano più soprusi, infamie, ingiustizie, dittature, dai loro governanti (da decenni incollati al potere non per rappresentarli), e per questo motivo accettano anche il rischio della vita pur di cambiare e sperare.
I governanti occidentali non sono arrivati in anticipo sui tempi per prevenire scontri estremi e sanguinosi, tutti innamorati delle risorse energetiche di quei popoli garantite nelle forniture da patti di stabilità e continuità che non contemplano diritti umani e sociali.
Nazioni ricche per pochi, ma i loro popoli sono poveri e sfruttati dal potere dei loro monarchi. Lo squallore del presente e la fame, stimolano moltitudini di gente giovane a scappare via dalle loro terre in cerca di fortuna e di ospitalità. L’occidente è disorientato, impreparato, anche perché i loro interlocutori fino a qualche mese fa erano i padroni di quei popoli e non la gente che si ribella e scappa.
Ai popoli occidentali non resta che stendere un velo sui loro errori ed innalzare un grande e simbolico striscione sulle loro coscienze di cittadini con la scritta: Welcome.
E’ una parola che contempla solidarietà e tolleranza che prevede anche la riorganizzazione di questo fenomeno di massa.
L’ing. Enrico Mattei fondatore e presidente Eni, già negli anni ’50, poco prima di subire l’attentato fatale, aveva stretto patti con clausola fifty/fifty coi popoli arabi produttori di petrolio. Quel fifty/fifty era la garanzia che non vi era ombra di sfruttamento verso quei popoli.
C’è un piccolo particolare che fa riflettere.
L’aereo di Mattei doveva fermarsi a Roma per permettere all’Ing. di prendere subito un aereo per Algeri ed andare a firmare un fifty/fifty con gli algerini finalmente padroni della loro terra.
Ma l’aereo di Mattei non è mai atterrato a Roma, è saltato in aria nelle campagne vicino Milano.
L’Italia, allora, stava dando scacco matto a tutte le 7 sorelle che invece volevano un’Italia loro suddita e dipendente.
Se il presidente Mattei avesse avuto la possibilità di firmare tutti quei contratti oggi l’Italia… chissà se era piena di indebitamenti! Ed anche quei popoli avrebbero potuto godere di ben altre situazioni!
La magistratura deve assolutamente riaprire il caso Mattei ed altri casi tragici legati alla sua scomparsa. Mentre sventola la bandiera tricolore che anche Mattei adorava, a fianco deve sventolare la bandiera dei diritti umani internazionali con la scritta Welcome.
La discriminazione, in ogni sua forma, è un reato contro l’umanità e sta scritto in tutti i codici dove regna la civiltà e la democrazia.
Concedere diritti, pretendere doveri a chi arriva dalla disperazione perché solo briciole fin’ora sono spettate a loro.
E’ l’occasione per constatare se il mondo dei potenti è unito solo a cena e nella foto ricordo oppure verso chi chiede aiuto per vivere.
Quando qualcuno bussa alla porta, dall’altra parte ci deve essere solidarietà e tolleranza ma anche lucidità d’intenti.
Promesse? Le battute in dialetto?
Spettano ai mediocri ed incapaci.

Buona Pasqua a tutti
Ebo Del Bianco

Gaudio Nuntio Vobis: achtung, achtung!

Metà latino, metà Tedesco… sono certo dell’ispirazione del maestro Fellini perché dopo La nave và e Prova d’orchestra, non mi resta che tentare di dare anima e corpo ad una figura virtuale sempre più brillante nel firmamento di cartapesta ormai saturo di bugie.
Trattasi dell’asino alato che vola a bassa quota sul silenzio e sbigottimento dei terrestri.
Non è neanche un animale, non è una stella, la sua scia luminosa è un prodotto virtuale che sta per stravolgere la verità sostanziale dei fatti.
Lo disegno tutto d’oro, con ampie ali, come quelle di un aereo, ma non può atterrare, perché l’aereo è visibile ed accessibile a tutti.
L’asino alato si nutre di applausi e consensi, magari anche virtuali; l’aereo per volare, necessita di carburante.
L’asino alato, grazie alla sua invisibilità, entra ed esce dalle stanze, dai palazzi, raccoglie opinioni, acclamazioni, contestazioni, volando tranquillamente ed in silenzio.
Ma non tutti i terrestri alimentano il volo di questa specie di “scarpanti bus” del 2000.
Quello strano essere degli anni ’70, frutto delle intelligenti fesserie di Arbore e Boncompagni, creatori di Altogradimento, ci faceva ridere perché dalla cintola in sù era un uccellaccio sgradevole, dalla cintola in giù invece era un uomo ripugnante che calzava vecchi anfibi.
Ma questo asino alato non ha DNA, non ha carta d’identità, non ha età, è nato già adulto, anzi è da sempre vivo, non creato e non raglia mai.
Ma se questo “aggeggio” è virtuale, perché viene intercettato ed incoraggiato nel suo volo?
Atterrando sulla realtà, si può affermare che oggi la realtà virtuale viene sponsorizzata ed incoraggiata anche se cancella la sostanziale.
Ecco perché vola l’asino sostenuto da una marea di parole e di bugie. Il silenzio, a volte, vale di più dell’oro, solo però se è frutto dell’intelligenza e non della rassegnazione.
Giovani si diventa ad ogni età quando il futuro non sfugge mai; non è più sufficiente nascere, ma coltivare lo spirito al di fuori delle contaminazioni. Altrimenti, l’asino vola sopra ognuno senza distinzioni di età, sesso, condizione sociale.
E’ il caso, infine, di riferirci ad un felice annuncio, che un tempo annunciava l’elezione del Santo Padre, ma che oggi, quotidianamente, annuncia attenzione ai pericoli di questa società troppo piena di assenti, scarsa di presenti.
Buona Pasqua
Aprile 2011
Ebo Del Bianco

P.S. Auguri coi canti gregoriani dalle monache di clausura di Avignone. Prodotto dalla Decca