Monthly Archive for Aprile 2012

“Explosive guitar: Joe Satriani” di Ebo Del Bianco

Brani di riferimento e di sotegno: “Cryin” — “Always with you, always with me”, “Ghosts”, autore ed esecutore con chitarra Ibanez Js, Joe Satriani with the Chickenfoot Group (live in Paris 2008):

Musicians:
Chad Smith – drums
Sammy Hagar – Voice & guitar
Michael Antony – Bass
Joe Satriani – Ibanez guitar Js.

Sempre alla scoperta dei talenti alla ribalta dagli anni 70′ in poi, oggi tocca ad un vero mostro di tecnica chitarristica: Joe Satriani. E’ di origini italiane, i nonni paterni erano del nord, quelli materni del sud. E’ tutt’oggi uno dei più grandi chitarristi del mondo, veramente geniale. Joseph “Joe” Satriani è nato a Westbury in Usa nel 1956. Il suo primo idolo? Naturalmente Jimi Hendrix. A 14 anni inizia a suonare quella chitarra che lo renderà celebre. A 22 anni dà lezioni di chitarra per vivere. Tra i suoi studenti si annoverano chitarristi divenuti in seguito famosi professionisti come Steve Vai, Kirk Hammet, David Bryson, Larry LaLonde ed Alex Skolnick. A 30 anni pubblica a sue spese il suo primo album “Not of this earth”. Grazie a Steve Vai, troverà un accordo con la Relativity Records per la pubblicazione dell’album. Il successo però arriva col secondo album, “Surfing with the alien”. Grazie a questo disco riceve il disco di platino per il miglior album chitarristico dell’anno. Segue quindi il terzo album “Dreaming =/ 11” per il quale riceve il disco d’oro nel 1989. Nel 1990 incide “Flying in a blue dream” e nel 1992 il quinto album, il più apprezzato dalla critica, “The Extremist”. Nel 1995 Joe, pubblica “Joe Satriani”, e si avvicina maggiormente al blues.Nel 1998 pubblica l’ottavo album, “Crystal Planet”. Nel 2000 con “Engines of Creation”, è molto influenzato dalla musica elettronica. Dal 1996 in poi inizia il progetto G3 in un tour in cui con Satriani c’è Steve Vai ed Eric Johnson. Successivamente nel progetto G3 si alternano con Joe altri virtuosi chitarristi come YngWie Malmsteen, John Petrucci, Robert Fripp, Paul Gilbert.
Lo stile di Joe Satriani è del tutto particolare e personale: è presente un Rock ad alta tensione, piacevole, esplosivo, e specie nelle melodie più profonde come “Cryin” ed “Always with you, always with me” sgorga l’anima sensibile e delicata di Joe. Una musica limpidissima anche nei passaggi più ruvidi, per giunta da parte di un grande artista innovativo, originale, incline alla sperimentazione, da non perdere nei concerti live. La sua sensibilità artistica si spiega anche dalla sua profonda adesione al cattolicesimo, dal credere con devozione ai valori della famiglia. Sposato da oltre 20 anni, mai divorziato e fedele a sua moglie Rubina. E’ un grandissimo esperto di qualità di chitarre ed amplificatori, tanto è vero che la casa Ibanez ha realizzato per lui il modello signature Js Joe Satriani Model. Nei primi anni 80′ era un chitarrista esplosivo, influenzato dal rock di Jimi Hendrix, ma il suono che dà lui alla chitarra è veramente inconfondibile. Spesso in tour in Inghilterra, Germania, Francia, Austria, in Italia é noto tra i chitarristi ed appassionati di questo strumento. Un amico di Radio Portoverde degli anni 80′, l’ha ascoltato dal vivo in Inghilterra col suo gruppo ed è rimasto fulminato per la sua bravura e ricerca continua del feeling col pubblico. Invece alcuni profani di musica (vorrei usare un termine più cattivo) osano dire che in Joe Satriani è presente solamente una grande tecnica di docente di chitarra. Per smentire questi idioti della musica, andate su youtube e cliccate “Cryin” e “Always with you, always with me” live in Paris 2008.
Dotatevi di ottime cuffie ed al resto ci pensa Joe Satriani con la sue “Explosive guitar”.

Dedicato all’amico ex radio Portoverde grandissimo esperto di Rock: Alberto “Elmerado” Clementi

P.S: Suggerimento per itinerari musicali su Google

1)STRATUS – Billy Cobham & George Duke band live in Montreaux jazz festival 1998
2)IN A SENTIMENTAL MOOD – Steps Ahead live in Tokio 30/7/1986
3)BEIRUTH – iDEM
4)SONG FOR BILBAO – Pat Metheny Group live in Tokyo 2002

Aprile 2012 Ebo Del Bianco

“Teledepressione: i soliti noti” di Ebo Del Bianco

Conversando con la gente, ho potuto constatare che la televisione pubblica per ciò che concerne i telegiornali ed i notiziari, viene seguita (non dal sottoscritto) con uno stato d’ansia continuo non solo per le notizie di cronaca nera che abbondano, ma per le continue prese di posizioni governative che stanno creando un sempre maggiore distacco tra la gente comune e la classe dirigente di questo paese. Questo governo di professori bacchettoni che si sono presi l’incarico di guidare il governo italiano, senza rendersi conto che stanno viaggiando con una macchina in discesa, senza freni e senza volante: e se fosse una monoposto? Il professor Monti, e la collega Fornero, non hanno e non stanno trattando con equità le classi più deboli della società. Se non si rendono conto di questo allora significa che lor signori hanno più vissuto nei libri che nella società quotidiana. Proprio come il personaggio felliniano, “l’intellettuale Salvini”, del film “La voce della luna”. La classe più debole di questo paese ha sempre pagato per tutti, ha sempre ingoiato ogni sorta di avversità, ha visto e vede tutt’ora sperperare denaro, ricchezza, milioni di euro dalla classe che danneggia la società che raramente subisce le vostre bacchettate………chissà perchè. Rendetevi conto di come sta andando questo paese, la realtà è ben altra. Quelle quattro mura scolastiche che per decenni vi hanno ospitato, ora rischiano di ridurvi come l’assurdo “prof.Aristogitone” di Alto Gradimento. Lo sa sig. Prof. Monti che a volte quando lei parla, ho l’impressione che lei si rivolga agli assenti, intendendo per assenti sociali quelli che mancano all’appello fiscale e via di seguito. Quegli assenti non la temono perchè sanno benissimo che le parole sono a loro rivolte, ma nei fatti però sono i soliti noti che pagano e subiscono. Andate in giro dicendo che amate con doveroso rispetto la storia d’Italia, però nei fatti “bastonate” con le pensioni (trattenute e mancato fiscal drag) quei poveretti che tirano a campare con durissimi sacrifici. Non bastonate chi regala milioni di euro alle escort, chi regala milioni di euro come se fossero bruscolini. Purtroppo siete su una strada errata e se ne siete consapevoli è ancora più grave. A tutti diamo appuntamento alle elezioni politiche del 2013, al governo che vi ha preceduto che ha coltivato solo il mito narcisista, a voi tutti se per caso vi presentate in qualche lista. Non rendersi conto della realtà fino alle estreme conseguenze va oltre il semplice errore. State usando imbonitori ed addomesticatori, io vi consiglio di usare il senso della realtà e di applicarlo. Lo dico da cittadino italiano, perchè questa Europa muscolosa e penosa non mi ispira alcuna fiducia. Ai posteri l’ardua sentenza. Nel frattempo continuiamo a subìre in diretta questo scempio mediatico che vede i partiti che, invece di rinunciare in parte al finanziamento pubblico per donarlo ai poveri che sono in eccesso, dopo decenni si accorgono che mancano regole di gestioni trasparenti di questi soldi. Quindi sperpero di pubblico denaro. A questi signori, a questi partiti che si beccano la parte più vistosa della torta, non mi risultano che arrivino bacchettate e provvedimenti governativi. “Miss Regent” Fornero è l’autrice della riforma delle pensioni che sta massacrando tutti i pensionati, non solo quelli in attesa di pensioni. Quando lei se ne andrà e spero presto saranno solo i suoi alunni a scuola a doverla ascoltare. Questa società malridotta non avrà alcun rimpianto per lei. A tutte le televisioni italiane un invito ad essere meno depressive ed oppressive, a stare anche dalla parte di chi ascolta, dato che state non al di sopra delle parti, ma con chi ci sta governando. I vostri sorrisi, il vostro ottimismo sono penosi degni di una tv che non ha più nulla da dire alla gente se non frottole e prese in giro. Avete anche il coraggio di pretendere un canone per tutto ciò che ci fate amaramente ingoiare e sopportare. Siete voi a dover essere profondamente riformati perchè l’informazione è rivolta al pubblico che ha sete di verità e di giustizia e non di stupidaggini. Chi mette la testa sotto la sabbia non è uno struzzo, animale innocente, ma un essere umano privo di dignità e di valori. Per piacere non andiamo in giro per il mondo a dare lezioni di economia, di politica, di grossa finanza, ma rivolgiamo l’attenzione in casa nostra sulle classi più deboli. L’Italia sta vivendo un regime che dalla democrazia dell’antica Grecia di Pericle noi siamo distanti secoli, mentre invece siamo ad un tiro di schioppo da Sparta, il regime forte, dei duri, dei robusti, dei pochi al comando della nazione. Prima o poi si arriverà ad un bivio, noi sappiamo quale strada scegliere: la democrazia dove tutti sono liberi di vivere una vita dignitosa alla luce del sole.

Aprile 2012 Ebo Del Bianco

“To fall in love” (innamorarsi) di Ebo Del Bianco

Ispirazione musicale: Dalla colonna sonora del film” C’era una volta in America” di Sergio Leone, il
brano “Amapola” arrangiamento e direzione orchestrale di Ennio Morricone.

In ogni essere umano, quando il cuore e lo spirito vengono investiti da un improvviso bagliore, molto probabilmente ciò è dovuto non ad una fugace apparizione. Quando quel continuo apparire s’impadronisce di ogni frazione del tempo a disposizione per razionalizzarlo, significa che quella figura ha i giusti requisiti per innamorarsene. L’amore è un qualcosa che scaturisce in profondità, cementificato, non fugace, non passeggero. L’amore non è contemplato in nessun codice deontologico. Quando nasce tra due esseri li trasporta sempre oltre le righe ed è giusto che sia l’istinto a governarlo. Quando Tonino Guerra andò a trovare all’ospedale l’amico Fellini durante gli ultimi tempi della sua vita, Federico gli disse: “Chissà se potrò innamorarmi ancora!” E’ una intelligente preoccupazione del Maestro, uomo senza età, sempre propenso a creare, ad amare. Ci si può innamorare sempre nei modi più imprevedibili, in qualsiasi momento, a qualsiasi età, senza condizionamenti. Se nasce un sentimento significa che di fronte si ha la persona giusta. Di conseguenza si naviga a gonfie vele e vale la pena donarsi per intero al proprio cuore. Se al primo impatto, alla prima impressione, il cuore si raffredda, il motivo è semplice: non è amore quando un anima ed un corpo sono a noi estranei. Serve un surriscaldamento, solo così quella figura che si ha di fronte diviene unica al mondo e le tentazioni non hanno più valore, più potere, più ragione di esistere. Chi vive d’amore, così non potrà mai tradire in alcun modo, anche col solo pensiero. Ogni possibile storia può nascere inaspettatamente. Magari stai seduto a leggerti un giornale, un libro, in biblioteca. Stai concentrandoti al massimo su ciò che stai approfondendo, argomenti interessanti, poi d’un tratto sopraggiunge come un personaggio di una tua personale sceneggiatura, Lei. L’immaginazione parte a 300 all’ora, il giornale, il libro, diventano solo un pretesto, perchè la cinepresa è puntata solo su di Lei, sui suoi gesti, la sua autorevolezza, la sua leggerezza, il suo fascino silenzioso e fatale. In quell’attimo, le parole sono nettamente inutili ed insufficienti. Parlano i suoi occhi, il suo viso, il suo lieve imbarazzo. Per me parla il vulcano esplosivo che a mala pena riesco a governare. E’ come un’onda Rock, di quelle provocate da Jimi Hendrix, ai tempi di Woodstock: Il tempo vola via, Lei resta lì davanti come un beato angelo e la cinepresa la “illumina d’immenso”, come scriveva un grande poeta. Se le nostre parole dovessero servire a raccontarci, a definirci, a delineare il nostro passato, presente e futuro, potrebbero rovinare l’attimo della fatalità. Fellini, per innamorarsi, magari di un’infermiera dell’ospedale dov’era ricoverato, sono quasi certo che si aggrappasse a questo concetto di genuina casualità. Gli amori, i matrimoni, hanno a volte breve durata perchè i condizionamenti di certe realtà soffocano il sentimento più importante della vita o meglio lo riducono schiavo di subdoli calcoli opportunistici cha mirano solo ed esclusivamente a razionalizzare, a raffreddare l’entusiasmo. Innamorarsi è una medicina salvavita, perchè in quell’attimo ci governa un qualcosa di indefinibile ed indefinito che si nasconde nel nostro Dna. Innamorarsi significa essere vivi, sopravvissuti al marciume, ai codici deontologici, alle insidie della salute. Piangere, sorridere, soffrire, gioire per amore è un qualcosa che riempie d’orgoglio ogni essere umano dotato d’istinto e di ragione. Quando ciò che hai di fronte ti penetra e va oltre i confini della prevedibiltà spazzando via ogni calcolo, ogni ipotesi, ti mette in condizione di non pronunciare parola. E’ proprio questo l’effetto di un vero amore. L’amore di Paolo e Francesca celebrato poeticamente da Dante nella Divina Commedia, racchiude in sintesi la dirompente efficacia di questo affetto. Per concludere porgo un invito a tutti coloro che credono a questi principi ed esattamente ascoltare con dedica particolare su youtube uno dei brani più belli degli ultimi 20 anni: “Ancora” autore ed interprete il musicista Edoardo De Crescenzio. Certamente l’invito non è rivolto a coloro che per moda o per hobby cambiano continuamente patner. Loro fanno parte della faccia più deprimente di questa società, quella in attesa di rottamazione.
Aprile 2012 Ebo Del Bianco

“Gli imbonitori di stato” di Ebo Del Bianco

Supporto musicale: Anno Zero di Nicola Piovani, versione heavy metal duro.

Mi ero ripromesso di non voler mai trattare argomenti di carattere politico, ma solo di rilevanza sociale notevole. Essendo però di provenienza CGIL, ed ex metalmeccanico, mi sento in dovere di schierarmi accanto al più grande Sindacato Italiano, nato oltre 100 anni fà, che i poteri forti di questo paese cercano in ogni modo di emarginare dalla realtà italiana. La CGIL, sig. Sergio Marchionne è sempre stato un valore aggiunto alla democrazia di questo paese, perché altrimenti ci troveremmo come nei regimi tipo Pinochet e Videla. Lei lo sa molto bene, e come lei anche coloro che tentano di mettere all’angolo la Cgil come “Pierino la peste”, che non è la classe operaia a causare i mali dell’Italia. La classe operaia è stata la forza motrice di questo paese, ed ora si vuole togliere un principio costituzionale d i garanzia per tutti i lavoratori, l’articolo 18. Se l’articolo 18 verrà tolto nonostante il parere negativo del più grande sindacato italiano, è scontro sociale coi lavoratori che, in quanto tali, non sono schierati con nessun partito ma con la loro vita lavorativa e la loro dignità di operai. Caro Ministro Fornero, io la vedo cinematograficamente come una “Miss Regent” nel film “qualcuno volò sul nido del cuculo”, una preside degli anni ’30 che intimorisce i suoi alunni con paranoiche lezioni di greco e di latino, un ministro che piange sui provvedimenti da lei presi riguardo le pensioni. E’ inutile che lei vada ospite nella trasmissione “camomilla” dell’imbonitore Fabio Fazio che cerca con la sua macabra comicità di far passare le sue tesi perché il partito a cui lui fa l’occhialino deve sostenere il governo Monti. Questa messa in scena, sig. ministro non passa. Vada in mezzo agli operai della FIOM a spiegare le sue tesi, lei che con Monti ed i suoi ministri detenete il record di tassazione fiscale 45%, tassazione rivolta ad operai, impiegati, lavoratori dipendenti e pensionati. I grossi capitali, i manager, non li avete toccati. Avete ridotto i pensionati che da una vita hanno costruito questo paese, ad una classe emarginata, dimenticata, che percepisce pensioni super svalutate da oltre 20 anni. Se i soldi non ci sono, non sono stati pensionati, operai ed impiegati a rubarli. Colpite chi ha e non chi non ha e non può avere. Avete salvato le banche come se fossero creature di Dio, ma sono oggi quelle che detengono il vero potere dove si decide il destino dei popoli. Se questo popolo è in pericolo siate chiari a dire chi ha la maggiore responsabilità di averlo creato. Non va sig. Ministro, la torta non è divisa in parti eque, la fetta più grossa lei sa bene a chi viene sempre assegnata. I sindacati rappresentano i lavoratori, fanno quello che i lavoratori vogliono, ed è inutile “chiedere aiuto” ai partiti per inquadrarli in una strategia di partito. I lavoratori ed i pensionati hanno gravissimi problemi da risolvere e questo governo come il precedente non hanno risolto. Chiedere aiuto ai partiti o agli imbonitori come Fazio ma anche la Lucia Nunziata (apertamente schierata), non risolvete i problemi dei lavoratori e pensionati. Col silenzio ogni dittatura ha oppresso e depresso. E oggi le dittature si ottengono senza i carri armati e le armi tradizionali, ma manovrando il potere economico e finanziario. Il sig. Monti ha ricevuto i complimenti da tutto il mondo, ma non dai lavoratori, impiegati e pensionati i quali ormai sono “ossessionati” dai suoi editti e dalle sue parole che vanno a sfiorare la privacy di ogni cittadino. Siete troppo professori, troppo legati ai banchi di scuola, per capire di che cosa ha bisogno la gente. Il precedente governo era tutto concentrato sulla attività del premier, non ha fatto nulla per questo popolo così mal ridotto, voi invece pensate di fare per tutti, invece i fatti dicono che fate per pochi o meglio per i soliti. Il popolo ha bisogno di rigenerarsi come sosteneva Mario Monicelli ed ora Tonino Guerra, con voi, con questi partiti, la parte migliore, la forza motrice di questo popolo non ha ossigeno ed aria nuova. Se pensate che con una camomilla mediatica imbonite il popolo avete sbagliato strada. Speriamo di votare nel 2013 perché votando uscirà l’elenco dei promossi e bocciati, non dai vostri editti e proclami. A quei 4 amici al bar che si sono fatti fotografare un invito ad essere più realisti e meno ipocriti. Risolvete i veri problemi, i soldi, se volete, si trovano, e non dai poveri e deboli.

Aprile 2011 Ebo Del Bianco

“Valconca, retroterra di valori e di poesia” di Ebo Del Bianco

Musica di sostegno: Colonna sonora originale del Film di Bernardo Bertolucci “Novecento atto 1 e 2”, autore ed esecutore Il Maestro Ennio Morricone.

Il fiume Conca nasce nei pressi di Villagrande (prov.PU) e sfocia nel Mare Adriatico in provincia di Rimini segnando il confine tra i comuni di Cattolica e Misano Adriatico. Noi partiamo dalla foce per risalire fino alla sorgente, facendo un percorso di controcorrente a cui sono abituato da tempo. Risalendo appunto dalla foce, abbandoniamo la parte sud di Misano, le frazione di Portoverde, e la parte Nord di Cattolica per risalire verso S.Giovanni in Marignano, il mio paese natìo. Si trova in una grande vallata, una vera e propria Conca, e si è molto evoluto riguardo il numero di abitanti e le attività commerciali ed artigianali. Purtroppo devo dire a scapito del verde, sempre meno piante, meno ossigeno. E’ però affascinante la storia di questo paese dagli inizi del ’900 fino alla fine della seconda guerra mondiale, in particolare. Tutti hanno scritto memorie, storie su S.Giovanni in Marignano. Io io invece voglio parlare della trasformazione del centro storico e di piazza Silvagni nel corso degli anni. La piazza un tempo, specie di domenica, era il centro di raccolta della gente, in qualsiasi stagione. I gloriosi contadini non mancavano mai la domenica mattina per scambiarsi consigli ed opinioni sul lavoro agricolo. Non mancava mai gente, dal mattino al tardo pomeriggio.
Chiacchierate, discussioni, anche ad alta voce e non mancavano mai le bancherelle coi prodotti stagionali come le castagne, le sementine, le melegrane e persino la corruba. C’era mia nonna tra queste venditrici domenicali, ma una, in particolare, non posso dimenticare: la Maria di Pinoni, una donna di una certa età, di un certo peso fisico, sempre truccata in eccesso con rossetto e neretto per farsi notare giovane in cerca del principe azzurro. La Maria, senza saperlo, era un personaggio felliniano, tipo la tabaccaia di “Amarcord”, e Mario Magnanelli, il mio amico pittore scomparso, l’aveva immortalata con un bellissimo ritratto di cui lei andava fiera. Diceva a tutti: “Guardate quel birichino (in senso buono) di Mario cosa mi ha combinato!”. Ora in piazza la domenica c’ è poca gente, è scomparso tutto quel mondo felliniano e di Tonino Guerra a cui entrambi hanno trasmesso smisurata poesia. Non vado più in quella piazza, non la riconosco più. Risalendo il fiume, a ridosso della collina, eccolo posato là, come un quadro di Mario, Morciano di Romagna, un paese a cui sono molto legato per tanti motivi, primo fra tutti perchè già a Morciano si respira quell’aria che tanto piace perchè quei valori umani di cui tutti parlano qui ancora hanno un lembo di sopravvivenza. Più ci allontaniamo dal mare e più ci si rende conto di ciò. Morciano è la città del commercio per eccellenza, i morcianesi sono bravissimi, genuini nel proporre, nel vendere e da buon esperto di cucina, anche nel mangiare. A Morciano ogni 3 mesi esce un giornale “L’Ape del Conca” a cui sono affezionato e a cui offro gratuitamente ed in esclusiva la mia collaborazione. A Morciano vado sempre di domenica, ed ancora lì provo quelle senzazioni antiche a cui sono molto legato. Non ho mai creduto al campanilismo se non in forma genuinicamente folkloristica. A Morciano, non a caso, alcune scene dell’episodio “Il cane blu” del film di Tonino Guerra “La Domenica Specialmente” girate da Giuseppe Tornatore, confermano la convinzione che già qui c’è un’aria di poesia, diversa dalla riviera che dista a 13 km. A Sud Est di Morciano, in collina, si trova un paesino che non appartiene alla valle del Conca, ma vale la pena di citare, perchè famosissimo anche cinematograficamente, perchè la trama dell’episodio “Il cane Blu”, si svolge tutta nella sua bellissima piazzetta a semicerchio, perchè lì si trovava il negozio del “ciabattino Amleto” (Philippe Noiret) che perde la testa per un cagnolino di pura razza bastarda. Quel film di Tonino Guerra, assieme all’amico felliniano Rino, l’ho visto in anteprima assoluta a Saludecio, altro bellissimo paesino in collina poco distante da Mondaino. In tutti questi piccoli paesi di collina si respira la stessa aria, e chi ha vissuto più nel ’900 che che nel secondo millennio, può ben capire. C’è un paesino in collina più a sud-ovest di Morciano, su un cucuzzolo di collina, che domina la valle del Conca, Gemmano, la cui storia è profondamente legata ad episodi della seconda guerra mondiale ed è stata documentata con un dvd di memorie dell’epoca a cura delle istituzioni locali. Naturalmente mi sono sempre recato di domenica per meglio misurarmi con la temperatura sociale del luogo. Un vero e proprio salotto di pace. Nel centro della piazza c’è ancora il bar dove praticamente verso le 11 di mattina si trova tutto il fior fiore del paese. In estate son tutti seduti fuori, qui ancora si parla, di sport, di politica, delle manifestazioni. Al pomeriggio, dopo un buona scorpacciata di pappardelle al cinghiale, la sorpresa la trovo nella piazzetta quando, 4 vecchietti che giocavano a carte con a fianco l’immancabile sangiovese, al mio passaggio e sosta per vederli in azione dal vivo, si tolgono il berretto per salutarmi. Sono rimasto sorpreso perchè non più abituato ad essere salutato con geniale riverenza. Anzi, in certi posti ti viene tolto il saluto non per cattiveria ma per calcoli opportunistici.
Più si va verso la sorgente, come a Mercatino Conca, ai confini della Repubblica di S.Marino, e più si evidenziano questi atteggiamenti di antichi valori della gente. Non sono opinioni, ma sono dati di fatto. Ho parlato della mia terra non in senso geografico, ma sottolineando ciò che invece sfugge alla massa, spesso distratta dai fumi e dalle suggestioni di mondi evanescenti privi di contenuti e di poesia. A turisti, ai curiosi, suggerisco di fare questi itinerari in cui si scoprono situazioni che al sottoscritto hanno tonificato lo spirito ed anche il fisico. Buona gita a tutti.

Aprile 2012 Ebo Del Bianco

Le melodie fusion immortali: ”Jerry Goodman ed il suo violino elettrico” di Ebo D.B.

usica di supporto: “Theme from Perry Mason” esecutore Jerry Goodman electric sextet.

Di qualche giorno più giovane di Lucio Dalla, Jerry Goodman viene da Chicago ed è il miglior violinista elettrico fusion americano. Nel ’69 incide un album favoloso e complesso coi “FLOCK” per la Cbs. In questo album abbondano assoli di jazz, blues, musica classica, musical, musica tzigana, musica klezmer. Un bel minestrone condito con R.&B., ballad complesse in cui non mancano fiati da big Band, chitarrismi heavy e vocalizzi blues. I “Flock” si sciolsero quando Jerry venne assunto da John Mc Laughlin per entrare nella leggendaria Mahavisnu Orchestra, il gruppo più rivoluzionario di Jazz/Rock degli anni ’70. Da ricordare l’album “The bird of fire” un vero e proprio atto musicale innovativo.Ma Jerry quando lasciò la Mahavisnu fondo un proprio gruppo, un sestetto, e lì esplose anche la sua straordinaria vena compositiva con brani struggenti e concerti dal vivo indimenticabili. Il suo gruppo era formato da Jim Hines alla batteria, Bob Lizik al basso, Kraig Mc Cleary alla chitarra elettrica, Fred Simon e Jeffery Vantson alle tastiere, Jerry Goodman al violino elettrico. In precedenza da ricordare che nella Mahavisnu alla batteria c’era Billy Cobham.
Con la “Private” music, Jerry incise 3 album capolavoro “On the future of aviation”, “Ariel” ed “It’s Alive”, album spettacolare dal vivo: Jerry Goodman è poco noto in Italia non per demeriti suoi, ma perché torno a ripetere tutti gli organi disinformativi hanno fatto passare in secondo piano anche nella distribuzione dei dischi tutta la musica jazz/rock fusion degli anni ’70. Chi l’ha potuta vivere da underground come il sottoscritto, si è dovuto accontentare di decine di vinili passati alla storia. Ecco perché ho deciso di promuovere la conoscenza di questi fuoriclasse dell’elettrico come Jerry, Jean Luc Ponty, sempre sostenuti da Miles Davis. I critici farebbero meglio tacere invece di scrivere ed immortalare eventi che spesso non lo sono mai stati. Solo David Zard è in grado di capire il vero valore di quegli anni, tutti gli altri hanno copiato o boiocottato col silenzio o cattivi commenti. Vi racconto un episodio legato agli anni ’80. Lavoravo in Radio a Portoverde di Misano Adriatico con Rino Casula, esperto di Be-Bop, ed Alberto Clementi esperto di rock. Un giorno di luglio mi trovo tra le mani un nuovo vinile 33 giri “Private” music: “On the future of Aviation”. Nel pre-ascolto prima di mandarlo in onda, mi rendo conto di trovarmi di fronte ad un capolavoro di Jerry Goodman. Oltrechè in diretta radio, mandai in onda il brano dai microfoni esterni della radio. Subito si avvicinarono moltissimi ragazzi e ragazze per applaudire e chiesero di ascoltare tutto il 33 giri. In poche parole la trasmissione la feci in diretta con loro e fu un successo. Eppure, ancor oggi, la musica di Jerry pochi la conoscono inspiegabilmente. Assieme al francese Jean Luc Ponty, altro rivoluzionario fuoriclasse del violino elettrico, qui ci troviamo di fronte ad una delle migliori correnti di rock/jazz fusion di sempre. Tutti e 3 i vinili di Goodman sono piacevolmente attuali. Altroché quelle lagne di concerti sgradevoli che fanno assopire il pubblico, al quale vengono vengono destinati senza senso decine e decine di virtuosismi paranoici che, coi loro decibel lo rimbambisce. Con Jerry si sta svegli, è un musica rigenerante; ascoltatela e capirete al volo. Con una delle ultime sue interpretazioni live “Perputuum mobile”, ultimamente ho composto un sogno metafora. Al prossimo violinista elettrico: Jean Luc Ponty.

P.S.: Suggerimenti per itinerari musicali su Google:
1 – 500 miles to go – George Duke live montreaux 1997
2 – Tutu – Al Jarreau & George Benson
3 – Mirage – Jean Luc Ponty live
4 – New Country – Jean Luc Ponty
5 – Stay with me – Jean Luc Ponty
6 – Immaginary Voyage parte 1-2-3-4 – Jean Luc Ponty
7 – Eulogy to Oscar Romero – Jean Luc Ponty
8 – In My life – Mahavisnu Orchestra Aprile 2012 Ebo Del Bianco

“Variazioni sul tema: Rita Marcotulli tris d’assi”di Ebo Del Bianco

Supporto musicale: Brani “La Vanità” e “Vanità apparente” tratti da “Variazioni sul tema” ultimo progetto musicale world del trio di Rita Marcotulli.

Musicisti:
Rita Marcotulli – piano
Javier Girotto – sax soprano e baritono
Luciano Biondini – accordeon

Chi ha visto il delizioso film di Rocco Papaleo “Basilicata coast to coast” avrà sicuramente gustato la colonna sonora (Alice Records/distr. Edel) composta da una grandissima musicista, Rita Marcotulli, romana, pianista di assoluto livello internazionale. Questa musica è ormai da molti giorni nelle posizioni di testa della classifica “jazz” di I TUNES. E’ la colonna sonora più premiata dell’ultimo anno. David di Donatello, Nastro d’Argento, Ciak d’Oro, mai prima d’ora una compositrice aveva ottenuto tali allori. Chi l’ha da sempre saputa apprezzare come il sottoscritto, non si sorprende, perchè Rita da tempo come pianista e compositrice di inconfondibile talento, è ormai salita ai vertici del jazz, andando, con le sue musiche miscelate e condite con vari ingredienti, ben al di là del jazz, in quel pianeta world music dove la globalizzazione artistico musicale rende l’ascolto pieno di fascino e curiosità. La mente di Rita è sempre stata aperta, verso il jazz, verso la musica d’autore non jazzistica, verso il cinema, la sua grande passione. Ha collaborato quindi con musicisti prestigiosi come Chet Baker, Joe Henderson, Dewey Redman, Steve Grossman. Richard Galliano, Billy Cobham, Pat Metheny, Andy Sheppard, Matthew Garrison, Mark Mondesir, Roberto Gatto, Peter Erskine, Javier Girotto, Luciano Biondini, Enzo Pietropaoli.
Ultimamente però per l’etichetta S’ArdMusic, ha proposto un lavoro con musiche tratte ed ispirate dalle composizioni di Rita per il cinema e rielaborate dal un trio spettacolare, indovinatissimo, composto dal tocco fascinante sulla tastiera di Rita Marcotulli, dalla melodia gradevole dell’accordeon dell’insuperabile maestro Luciano Biondini, e dal suono latino americano focoso e molto ritmico dei sax soprano e baritono dell’argentino Javier Girotto. Il progetto porta il titolo di “Variazioni sul tema”, dodici brani che si ascoltano con grande trasporto spirituale, che portano ad un apprezzamento profondo sia per la genialità dei brani, degli efficacissimi arrangiamenti, e perché ci si lascia trasportare da quelle melodie con grande leggerezza. La musica di Rita crea ispirazioni e supporti all’immaginazione, tanto è vero che il mio brano “Underground love memories” si basa per intero sulla musica di “L’amore fugge” del cd “Variazioni sul tema”. In tutti i dodici brani, i tre musicisti mostrano un affiatamento stratosferico, non sovrapponendosi, ma entrando ed uscendo con tanta eleganza. Ci sono atmosfere raffinate che ricordano il fascino francese, la cadenza latino argentina, ma anche situazioni world music indefinite. Questo progetto, confinarlo esclusivamente al linguaggio jazz dei vertici europei, è riduttivo. E’ un capolavoro indefinibile, come lo sono tutti e 3 i musicisti. Rita Marcotulli tra l’altro ha vinto il Ciak d’Oro ed il Nastro d’Argento per l’ultimo lavoro dedicato al cinema francese di Francois Truffaut. Ricordo un episodio che mi lega a Rita Marcotulli ed Andy Sheppard durante un loro indimenticabile concerto a palazzo Gradari a Pesaro di diversi anni fa. Poco prima del concerto, la mia indimenticata cagnetta jazz Lyla, si defila dal mio tavolo e si porta sotto il pianoforte di Rita lasciandomi di stucco. Rita Marcotulli ed Andy Sheppard mi hanno subito pregato di lasciare Lyla sotto il pianoforte ed anzi Rita mi disse:”Lasciala pure lì, a casa ne ho tre, fanno tuttì così”. Lyla era una indovinata coreografia al concerto perchè l’atmosfera pastorale, distensiva e di grande respiro si addiceva a quel quadro. Durante il concerto in duo, hanno omaggiato i Pink Floyd, ed hanno proposto un squisita ninna nanna che ancora mi risuona. A fine concerto grandissimi applausi per questo duo più un silenzioso(per fortuna) special guest a quattro zampe. Penso che Rita Marcotulli, pur da situazioni di partenza diverse, possa seguire le orme di Nicola Piovani in campo cinematografico con magari un pizzico di esperienza in più perchè Rita vive di jazz da sempre, ha una esperienza jazzistica ineguagliabile, ed ha un estro negli arrangiamenti ed esecuzioni mostruoso. Non a caso ha chiamato per “Variazioni sul Tema”, due assi come Javier Girotto e Luciano Biondini. Questi sono i progetti su cui vale la pena soffermare la mia attenzione. Il virtuosismo sta nel cervello e nel cuore e non è un fatto di tasti, di pistoni e via di seguito. Chi ha inteso sa perfettamente cosa intendo sottolineare.
A Rita un grazie ed un augurio di sempre maggiori accostamenti tra la sua musica ed il cinema vero.

Aprile 2012 Ebo Del Bianco

“Il mio ricordo di Tonino Guerra: L’è mort Tonino (è morto Tonino) ”di E.D.B.

Musica di accompagnamento: “Variazioni sul tema” autrice ed esecutrice in trio Rita Marcotulli.

Musicisti:
Rita Marcotulli piano
Javier Girotto Sax baritono e soprano
Luciano Biondini fisarmonica.

Tu sai bene, Tonino, che, per raccontare qualcosa che ti riguardi, della tua semplicità, della tua immaginazione, della tua creatività, della tua poesia, non ho che la musica per sollecitarmi ed inchiodarmi a questa riflessione: intorno troppi disturbi, troppe frasi scontate.
Ti ho sempre idealmente seguito, come un ombra, anche nella nostra terra di Romagna, senza mai aver ritenuto opportuno avvicinarti, perché ti ho sempre sentito accanto specie nelle storie da te composte sul nostro poetico entroterra. Sei sempre stato un modello nell’inventare, nel creare, nel volare alto, anche sopra i pensieri, a rincorrere la magica immaginazione che ci nutrisce in qualsiasi momento. Le tue storie hanno sempre uno straordinario sottofondo di verità. La Valmarecchia anche per me è divenuto un luogo sacro di rifugio, lontano dal caos illusorio della Riviera, dove il virtuale sposa il virtuosismo di tanti stupidi illusi. Ed allora via da tutto e da tutti, verso Petrella Guidi nel giardino che tu hai allestito per Federico. Lontano anche da Lei che mi fa tremare ma non mi ispira amore come la Gradisca, anche se diversa dalle solite apparizioni a cui siamo abituati. Con il compianto amico pittore Mario Magnanelli, volevamo farti una sorpresa venendo a Pennabili usando come mezzo la corriera delle Ferrovie Padane, di mercoledì da Rimini, giorno di mercato. Proprio come nel tuo film ”Il Frullo del Passero”. Ma anche Mario è volato in cielo, come il grande Philippe Noiret, ormai adottato dalle tue atmosfere di Romagna come uno di noi, innamorato delle tagliatelle al ragù della signora di Mondaino e non della cucina del Grand Hotel. Spero di incontrarti simbolicamente a Petrella Guidi accanto a Giulietta e Federico all’ombra di un mandorlo in fiore. “Am so’ rott al pali ”Tonino, più scrivo e meno ascoltano se non sono sciocchezze di alcun valore. C’è un Dio in sfrenata circolazione, il denaro. Tutti a corteggiarlo, ad inseguirlo, a prostituire per esso anche la loro dignità. “Te, Tonino, tsi scapet via da santarcangiul” perché quell’aria marcia stava arrivando. Sei tornato solo per chiudere l’ultima pagina del tuo libro di 92 anni. Per poter ricordarmi di te, sono “barricato” in casa per essere circondato da cose semplici e non dalle complicazioni sociali. Per rendermi conto della tua infinita immaginazione libera e non subordinata ed inseguita da incubi grammaticali, dovrei essere leggero come una piuma, come una farfalla. Invece sono appesantito come tanti. Hai creato un mondo di poesia anche dove l’uomo non è protagonista, lungo il fiume Marecchia, nei casolari di campagna, nella terra arida di Montespino, dove ancora si aggira l’ombra del “Cane Blu” che aveva scelto il ciabattino Amleto come suo padrone. Tonino, quanto mancherai dappertutto!! Il mondo è orfano di tanti, di troppi poeti, anche viventi! Riabbraccerai Thèo Angelopulos, la sua leggendaria e leggerissima favola sul vento. Federico forse ti starà aspettando per una nuova metafora su questa palla schiacciata ormai tutta di cartone. Chiamiamola insieme terra, ancora una volta, ma solo per sentito dire, perchè si muore per nulla in troppi, e si vive in pochi. Ciao Tonino, “anniposs più”, non è facile navigare su quella nave che tu e Federico avete fatto simbolicamente salpare ed ancora non ha una rotta in un oceano di tempeste e contraddizioni. “At salut Tonino”, verrò a Petrella Guidi e solo tu sai il perché.

22 Marzo 2012 autore Ebo Del Bianco

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