Monthly Archive for Settembre 2012

Al Presidente della Repubblica Italiana

Ill.mo sig. Presidente Napolitano, Venerdì 17 agosto u.s., il tribunale di Mosca ha emesso condanna a 2 anni di reclusione alle tre ragazze Pussy Riot musiciste, colpevoli di un reato di opinione che esiste solo nella federazione russa di Putin. Tutto il mondo dell’arte, dell’informazione ha elevato proteste. Persino la cancelliera Angela Merkel, non proprio simpatica agli italiani, ha espresso la sua opinione di preoccupazione nei riguardi del tribunale di Mosca.
Non mi risulta che il resto delle istituzioni europee abbiano speso una parola per questo ennesimo vergognoso verdetto. Il sig. Putin da anni lo seguo e lo studio e devo serenemente affermare che solo pianificando l’opinione pubblica anche in modo coercitivo, riesce a governare. Il mondo tace, lascia fare, finge di non vedere e non sapere. Putin ed il suo governo non sono un ottimo esempio di democrazia, e questo silenzio occidentale risulta assai sospettoso. Nella pratica quotidiana anche in paesi conclamati democratici, se poi il popolo non può esprimere dissenso, ma solo consenso, la parola democrazia viene messa in serio pericolo.
Quelle tre ragazze russe non hanno commesso nulla che si possa ipotizzare reato, tutto il mondo lo sa, però loro sono in carcere e questo preoccupa molto.
Il popolo italiano ha la democrazia nel sangue, vigila le istituzioni armato di telescopi e binocoli per vederci chiaro e sono certo che alle prossime lezioni politiche molto migliorerà, anche in senso democratico. Mosca è lontana da noi, i suoi problemi politici sono molto gravi, noi siamo in periodo di convalescenza, dobbiamo imparare forse a stare meglio insieme, rispettare tutte le leggi e non solo quelle che ci fanno comodo. Il dott. Monti è un medico curante chiamato in soccorso; quando la malattia sociale sarà cacciata, il medico se ne andrà. Putin, invece, come un vecchio zar, resta a vita e se tre ragazze gli fanno un ritornello di critiche, lui o chi per lui le mette in carcere. Voglio sperare che tutti i rappresentanti europei, o per telefono, per internet, senza paura di ritorsioni, possano tirare le orecchie a quest’uomo che nel 2012 si comporta nei fatti come il rais defunto Gheddafi e quel signore di Siria. Mi scusi sig. Presidente del disturbo, ma vorrei che l’articolo 21 della Costituzione Italiana possa trasformarsi in un esempio di democrazia per tutto il mondo.

Ebo Del Bianco 20 agosto 2012

ebo.delbianco@gmail.com

Ossequi

P.S: Settembre 2012. A questa lettera il capo dello stato non ha dato riscontro. Evidentemente in questi casi il solito silenzio di Stato risolve tutti i problemi. Putin ormai gode di una immunità opportunistica mondiale ed il suo popolo assiste in silenzio da decenni ad ingiustizie di ogni tipo.
La voce di un semplice cittadino come il sottoscritto non è sufficiente a smuovere le coscenze.
Anche nel nostro paese tra breve l’opposizione verrà ghettizzata da un potere che ormai non ha più credibilità politica perchè non rappresenta più la volontà popolare nella sua essenza di libertà di decidere le sorti di una nazione. Sapevo che Napolitano avrebbe taciuto, volevo esserne sicuro al 100%. Ebo Del Bianco

“Notti senza stelle” di Ebo Del Bianco

Musica di supporto: brano “Estate” autore Bruno Martino, esecutore Michel Petrucciani al piano.

L’estate 2012 , il gran caldo, la grande crisi, tutti la ricorderanno. Tutto si è svolto in tono minore, vacanze comprese. Passeggiando per le vie che costeggiano il mare, di sera e di notte si nota un via vai di gente che non si ferma più come un tempo ad osservare le vetrine. Il grande assente dalle tasche è il denaro, e questo condiziona anche il divertimento vacanziero. Nelle cittadine rivierasche dell’Adriatico si ascolta solo il rumore delle voci, niente musica, niente caffè concerto, niente balere. Per i turisti solo 4 o 5 concerti della solita musica leggera, salvo qualche eccezione rock come i “Toto”, ed un solo concerto (tra l’altro straordinario) della Swinger Big Band di Cattolica.
Si va in vacanza di giorno al mare e di sera si girovaga qua e là senza meta e senza musica. C’è la possibilità di recarsi in posti vicini come S.Marino per una rassegna jazz di 3 giorni con nomi bomba come Pat Metheny, Enrico Rava e John Scofield. Ma a quanto pare poca gente si è mossa dagli hotel per recarsi nella Repubblica perchè è assai scomodo dover prendere la macchina e fare 70 km per divertirsi. Oltretutto mi riferiscono che solo John Scofield ha pienamente soddisfatto. Pat Metheny, con la sua Unity Band, per il sottoscritto ha fatto un passo indietro, nonostante il consenso della critica. L’omaggio di Rava a Michael Jackson è a scoppio ritardato, ma meglio tardi che mai.
La parola jazz in riviera viene snobbata e declassata, ed è proprio qui l’errore di valutazione di molti organizzatori in buona fede, ma sprovveduti. La Swinger Big Band di Cattolica diretta dal maestro Giorgio Della Santina, composta da circa 20 musicisti, 5 cantanti ed uno special guest clarinettista giovane e bravissimo come Umberto Gnassi, in tutta l’estate ha fatto solo 3 concerti!!!!!!!! Ecco perchè le notti in riviera spesso sono senza stelle e senza note. Il 19 agosto scorso ha fatto un concerto in cui ha spaziato in ogni campo musicale, i musicisti, i cantanti hanno dato l’anima, Umberto Gnassi ha suonato “Un Americano a Parigi” alla Henghel Gualdi, il pubblico è esploso in scroscianti applausi. Bisogna spendere meglio i soldi, affidarsi a persone competenti in musica e non in politica. Quei pochi soldi a disposizione vanno spesi per dare spettacoli o per incoraggiare i locali a farli senza chiamare grossi nomi saltuariamente. Ci sono risorse locali in grado di far divertire i turisti, di elevare la qualità della musica, e di far quadrare i conti. Ci sono posti qui vicino, che non sto qui a menzionare, che hanno rifiutato opzioni di concerti estivi di grande qualità
per tuffarsi nei soliti comici dal cachet altissimo o in pseudo concerti improvvisati e senza senso.
La sorpresa dell’estate 2012 come showman e trascinatore del pubblico è stato Andrea Mingardi che ha fatto un percorso musicale interessantissimo ed applauditissimo. Ha fatto continuamente il paragone tra ieri ed oggi, in musica, nella vita di ogni giorno, ed ha dimostrato che sul palco ci sa stare perchè ci sa fare. Per quanto riguarda il jazz ha necessità di segnali forti di incoraggiamento e non di tagli assurdi (che tra l’altro vanno verificati).A tal proposito interessante e condivisibile l’intervista concessa dal trombonista star internazionale del jazz Gianluca Petrella, tanto amato in America e dalla Down Beat:” Il paradosso italiano è che, nonostante questa lunga fase di crisi, il nostro jazz rimane uno dei pochi settori in crescita, capace di sfornare talenti a ritmo impressionante, ma viene raccontato poco, spesso solo attraverso canali di settore che toccano un pubblico già affezionato. La colpa? Va suddivisa, ma senza dubbio è anche delle istituzioni; non si possono organizzare Festival costosi come quello realizzato a Torino qualche mese fa con un’idea di jazz vecchia di 50 anni. Il jazz è una musica in continua evoluzione che oggi si sta fondendo con altri generi come l’elettronica o il rock. Non possiamo continuare a raccontare la favola dello swing e di Louis Armstrong.” E’ fuori luogo chiamare sempre e solo big perchè fanno cassetta. C’è gente meno nota che suona meglio ed a cui non viene dato spazio per potersi esibire. C’è ben altro sotto, di certo il sottoscritto non crede allo specchietto per le allodole.
Se questa estate mi sono assentato dai concerti jazz, salvo eccezioni, è per prendere le distanze da chi naviga nelle retrovie magari senza saperlo. Per far brillare le stelle nelle notti estive ci vogliono ben altri ingredienti, ci vuole coraggio, grande tatto e qualità nelle scelte dei programmi. Il pubblico, i turisti, hanno il diritto di divertirsi ogni sera, non solo mangiando un gelato e girando qua e là, ma sostando nelle piazze ad ascoltare e vedere spettacoli che allietino le loro serate.
I musicisti sono tutti a disposizione, è il loro lavoro, sono professionisti e meritano il giusto ed una giusta attenzione. Le macchie solari in aumento annunciano calore estivo in abbondanza, il mare è a due passi ed è piacevole tuffarsi. E di sera, di notte dove si va a sbarcare il lunario?
Speriamo che nel 2013 il clarino di Umberto Gnassi, preso come simbolo, suoni più spesso, e che finalmente si prenda un’altra strada.

Estate 2012 Ebo Del Bianco

“Estate by night” di Ebo Del Bianco

Musica di supporto: “Unforgettable” dalle voci di Nat & Natalie Kole

Ispirazione dal libro “Permette un ballo,signorina” autore Andrea Mingardi.

Prima di iniziare questo brano, raccomando i miei lettori e le mie lettrici che hanno letto il brano “Arrivi e partenze” di scaricarlo da internet con stampa, poi andare su you tube e scrivere Last Train Home Pat Metheny Group e cliccare il brano dove appaiono vecchie locomotive a vapore ed il brano musicale straordinario dura circa 9 minuti. Solo così potrete gustare questo brevissimo e drammatico film metafora dal doppio senso.

Bologna, è una città particolare che frequentai nei caldi anni ’70 quando frequentavo la scuola superiore di giornalismo. Quando scendi dal treno e vai su verso il centro, respiri un’aria che ti fa sentire a tuo agio, arte e cultura a braccetto in piazza Maggiore, un sapore, anche di cucina, tutto suo. Bologna è una culla musicale di grandissimo valore, come un po’ tutta l’amata Emilia. Andrea Mingardi afferma nei suoi straordinari concerti incontro col pubblico, che la Romagna è arte poetica, e l’Emilia è terra di grandi musicisti. Non ha torto, il binomio Emilia-Romagna è perfetto, basta leggere il libro di Andrea. Se quel libro lo leggesse un giovane d’oggi, sicuramente se lo gusterebbe col sorriso in bocca. Ma noi che “quelle storie” by night le abbiamo vissute, abbiamo tristezza nel cuore. Da Bologna, dall’Emilia, d’estate sulla riviera adriatica da Cesenatico fino oltre Cattolica, sono arrivate durante i favolosi anni ’60, gruppi di orchestrine che nei dancing e nei night suonavano dal vivo per allietare le serate estive dopo giornate intere al mare. C’erano le cosidette “Straniere” da rimorchiare per un avventura estiva e niente più. Ma la tecnica di abbordaggio partiva di giorno in spiaggia con strategie banalissime ed improvvisate. Le ragazze inglesi a prima vista sembravano le più disponibili; tutte dicevano: ”I live in London” anche se non era vero. Una in particolare, di nome Sally, la ricordo in modo comico perchè era molto più alta di me e quando si andava a ballare, durante i lenti io le arrivavo sotto il petto. Baci ed Abbracci a volontà poi a mezzanotte rientro in hotel per lei, ed in bici per me. Tra le orchestrine che allietavano le serate d’estate c’era quella di Hengel Gualdi, Piergiorgio Farina, Andrea Mingardi, Giovanni Fenati con la cantante Germana Caroli, Fred Bongusto, Bruno Martino, Peppino di Capri, e molte altre orchestre emiliane meno note. Come potete vedere, la musica non ci mancava, le straniere erano le preferite anche perchè alle fidanzate italiane veniva rivolto questo famoso detto: Agosto, amore mio non ti conosco. Andrea Mingardi, nel suo libro mette in risalto il mondo di questo locali storici, citandoli con storie mai banali, ma vere e vissute con grande amore ed intensità, e descritte con quella piacevole gogliardia che ai bolognesi non manca mai. Quando quel mondo cominciò a scricchiolare? Quando arrivò la tecnologia che sostituì le balere con le discoteche, con i più economici deejay, e finì tristemente un’epoca meravigliosa, affascinante che, solo chi l’ha vissuta può capire. Nel film felliniano “Le voci della Luna” c’è una scena quando l’ex prefetto Gonnella (Paolo Villaggio) con l’intellettuale Salvini (Roberto Benigni) insieme fanno un inglorioso blitz in una grande discoteca vestiti in modo preistorico. Il compito di Gonnella era simbolicamente quello di “catturare” e rendere inoffensivo il deejay, colpevole della rivoluzione tecnologica. Salvini, invece, rimasto all’epoca delle favole, con la scarpetta di Cenerentola cercava la donna della vita, invitando le disgustate ragazze a provare la scarpetta. Questo linguaggio felliniano, questa figura del conquistatore tradizionale questa sottolineatura, questo eccesso, stanno a significare che la tecnologia ha eletto suo re il deejay, ed il conquistatore tradizionale nel mondo caotico della discoteca resta un estraneo con la scarpetta di Cenerentola inutilmente tra le mani. Quelle estate by night di quell’Italia post bellica fanno tenerezza. Il libro di Andrea al sottoscritto ha creato tanta commozione, perchè anch’io, a 10 anni ero sul palco di un caffè concerto con mio padre batterista come Andrea e d’estate suonavo le percussioni ed i bonghi con le mani. Oggi invece di sera assisto seduto vicino al locale dove c’era il mio caffè concerto, vicino al mio amico fotografo, alla sfilata di tanta gente che ha pochi soldi da spendere, che forse di sera non sa più dove andare e sbarcare il lunario. Sapete perchè sogno quegl’anni? Perchè di sera c’era musica dappertutto, locali dappertutto, si ballava, si suonava, e perchè no, ci si divertiva di più. Grazie Andrea per l’atto di amore che hai fatto scrivendo quel libro. Quel venerdì sera di agosto a Portoverde, hai fatto un concerto emozionante, per l’Italia di oggi, orfana di tutto, e mi hai commosso perchè oltre le note ci hai messo il cuore e tanta ironia. L’estate by night per me significa jazz, rock, regalare una rosa non ad una donna qualsiasi. La scarpetta di Cenerentola non l’ho mai avuta, per fortuna.

Estate 2012 Ebo Del Bianco

“Consigli utili per una completa lettura e vivi ringraziamenti” E.d.b.

Desidero consigliare tutte le mie lettrici e lettori di seguire questo itinerario per comprendere nella sua totalità il brano, specie se si tratta di cine-racconti o metafore. Ad esempio, uno degli ultimi brani da me scritti, “Arrivi e partenze”, scaricate il testo da internet e lo stampate su carta. Quindi, andate su you tube e scrivete “Last Train Home” Pat Metheny Group cliccando dove appaiono vecchie locomotive a vapore con la durata della musica di 9 minuti. Ascoltando la musica e leggendo lentamente il brano vi accorgerete che tutto combina e riuscirete a captare l’atmosfera drammatica di quella metafora accentuata dal sibilo continuo delle sirene delle locomotive.
Se avete dei dubbi, delle domande da fare potete inviarle al mio indirizzo elettronico.
Ebo.delbianco@gmail.com

Inoltre, dopo 4 anni esatti di apertura blog, desidero ringraziare Yama Kapidani che sin dall’inizio ha gestito il mio blog con pazienza ed intelligenza scegliendo anche le didascalie sottoforma di foto, per dare in sintesi maggiore visibilità ai miei brani. Yama è una grande artista, che ha fondato l’ormai famosissimo coro “Euphonia Ensemble” reduce da tanti successi e composto da veri professionisti ed innovatori che si occupano non solo di jazz, ma di tante strade musicali.
Desidero ringraziare tutto il personale della mediateca di Cattolica che mi ha assistito nei momenti
non facili di avvicinamento ad Internet, e tutti i giovani studenti della biblioteca che seguono le mie vicende scritte.
Ringrazio infine tutti coloro che vengono a farmi visita in Internet, con la promessa che farò sempre del mio meglio ed il mio dovere d’informare con le possibilità a disposizione.
Ciao e grazie di cuore a tutti.

Estate 2012 Ebo Del Bianco

“Jeremy Pelt un giovane trombettista americano di talento” Ebo Del Bianco

Musica di supporto:”The ballad of ichobad crane” eseguito dal Jeremy Pelt quinte:

Musicians:
Jeremy Pelt trumphet
J.D:Allen tenor saxophone
Danny Grisset piano
Dwayne Burno bass
Jonathan Barber drums

Giovane trombettista trentaseienne americano, arriva a New York nel 1998, dopo la laurea conseguita presso il Berklee of Music di Boston. Appena arrivato nella City viene immediatamente notato dai musicisti più importanti ed il suo primo ingaggio da professionista è stato con la Mingus Big Band. Quest’orchestra di talenti ha dato la possibilità a Jeremy di crescere artisticamente anche come autore. Ha suonato con alcuni grandi del jazz di ieri e di oggi tra i quali spicca il nome di Cedar Walton, con la Ray Hargrove Big Band, the Village Vanguard Orchestra e The Duke Ellington Big Band. Jeremy è stato votato Rising Styar della Tromba per due anni da una giuria composta da Downbeat Magazine e la Jazz Journalist Association.
Il suono della sua tromba lo fa avvicinare più a Freddy Hubbard che Miles Davis, ma sono piccole sfumature, perchè il suo suono è robusto, sofferto, ma anche molto raffinato. Nelle entrate ricorda Winton Marsalis per qualche lieve delizia, ma ha uno stile tutto personale che incuriosisce.
Ha inciso 4 progetti, ritiene che il linguaggio dei cd sia vecchio e che il futuro è internet.
Attualmente Jeremy ha 3 band:
Creation, un sestetto composto da tromba, sax alto-clarinetto,vibrafono, chitarra, basso e batteria.
Noise, una band semi-elettrica composta da tromba, chitarra, rhodes, basso e batteria.
Jeremy Pelt quartet, formato da tromba, Rhodes, basso e batteria. Il suo lavoro gli ha fatto meritare un grande articolo sul Wall Street Journal, firmato da un leggendario scrittore e produttore Nat Hentoff, ed i suoi concerti sono stati recensiti e presentati dalle più importanti pubblicazioni in tutto il mondo.
Penso che questo ennesimo fenomeno della musica afro-americana abbia un futuro tra le grandi star del jazz innovativo molto ispirato, non di facilissimo ascolto, ma di fascino unico per la grande classe di questo giovanissimo trombettista che già sa quello che vuole e quello che vale. Speriamo di vederlo presto in Italia, oltre a Barletta. Non sarà facile perchè non è molto noto al grande pubblico, ma garantisco che è di uno stile personalissimo e non usa fotocopiatrici, anche se trae ispirazione dai grandi, ma non li copia assolutamente. Sentiremo in futuro questo nome: Jeremy Pelt alla ribalta del jazz e dei grandi palcoscenici.

Estate 2012 Ebo Del Bianco