“Estate by night” di Ebo Del Bianco

Musica di supporto: “Unforgettable” dalle voci di Nat & Natalie Kole

Ispirazione dal libro “Permette un ballo,signorina” autore Andrea Mingardi.

Prima di iniziare questo brano, raccomando i miei lettori e le mie lettrici che hanno letto il brano “Arrivi e partenze” di scaricarlo da internet con stampa, poi andare su you tube e scrivere Last Train Home Pat Metheny Group e cliccare il brano dove appaiono vecchie locomotive a vapore ed il brano musicale straordinario dura circa 9 minuti. Solo così potrete gustare questo brevissimo e drammatico film metafora dal doppio senso.

Bologna, è una città particolare che frequentai nei caldi anni ’70 quando frequentavo la scuola superiore di giornalismo. Quando scendi dal treno e vai su verso il centro, respiri un’aria che ti fa sentire a tuo agio, arte e cultura a braccetto in piazza Maggiore, un sapore, anche di cucina, tutto suo. Bologna è una culla musicale di grandissimo valore, come un po’ tutta l’amata Emilia. Andrea Mingardi afferma nei suoi straordinari concerti incontro col pubblico, che la Romagna è arte poetica, e l’Emilia è terra di grandi musicisti. Non ha torto, il binomio Emilia-Romagna è perfetto, basta leggere il libro di Andrea. Se quel libro lo leggesse un giovane d’oggi, sicuramente se lo gusterebbe col sorriso in bocca. Ma noi che “quelle storie” by night le abbiamo vissute, abbiamo tristezza nel cuore. Da Bologna, dall’Emilia, d’estate sulla riviera adriatica da Cesenatico fino oltre Cattolica, sono arrivate durante i favolosi anni ’60, gruppi di orchestrine che nei dancing e nei night suonavano dal vivo per allietare le serate estive dopo giornate intere al mare. C’erano le cosidette “Straniere” da rimorchiare per un avventura estiva e niente più. Ma la tecnica di abbordaggio partiva di giorno in spiaggia con strategie banalissime ed improvvisate. Le ragazze inglesi a prima vista sembravano le più disponibili; tutte dicevano: ”I live in London” anche se non era vero. Una in particolare, di nome Sally, la ricordo in modo comico perchè era molto più alta di me e quando si andava a ballare, durante i lenti io le arrivavo sotto il petto. Baci ed Abbracci a volontà poi a mezzanotte rientro in hotel per lei, ed in bici per me. Tra le orchestrine che allietavano le serate d’estate c’era quella di Hengel Gualdi, Piergiorgio Farina, Andrea Mingardi, Giovanni Fenati con la cantante Germana Caroli, Fred Bongusto, Bruno Martino, Peppino di Capri, e molte altre orchestre emiliane meno note. Come potete vedere, la musica non ci mancava, le straniere erano le preferite anche perchè alle fidanzate italiane veniva rivolto questo famoso detto: Agosto, amore mio non ti conosco. Andrea Mingardi, nel suo libro mette in risalto il mondo di questo locali storici, citandoli con storie mai banali, ma vere e vissute con grande amore ed intensità, e descritte con quella piacevole gogliardia che ai bolognesi non manca mai. Quando quel mondo cominciò a scricchiolare? Quando arrivò la tecnologia che sostituì le balere con le discoteche, con i più economici deejay, e finì tristemente un’epoca meravigliosa, affascinante che, solo chi l’ha vissuta può capire. Nel film felliniano “Le voci della Luna” c’è una scena quando l’ex prefetto Gonnella (Paolo Villaggio) con l’intellettuale Salvini (Roberto Benigni) insieme fanno un inglorioso blitz in una grande discoteca vestiti in modo preistorico. Il compito di Gonnella era simbolicamente quello di “catturare” e rendere inoffensivo il deejay, colpevole della rivoluzione tecnologica. Salvini, invece, rimasto all’epoca delle favole, con la scarpetta di Cenerentola cercava la donna della vita, invitando le disgustate ragazze a provare la scarpetta. Questo linguaggio felliniano, questa figura del conquistatore tradizionale questa sottolineatura, questo eccesso, stanno a significare che la tecnologia ha eletto suo re il deejay, ed il conquistatore tradizionale nel mondo caotico della discoteca resta un estraneo con la scarpetta di Cenerentola inutilmente tra le mani. Quelle estate by night di quell’Italia post bellica fanno tenerezza. Il libro di Andrea al sottoscritto ha creato tanta commozione, perchè anch’io, a 10 anni ero sul palco di un caffè concerto con mio padre batterista come Andrea e d’estate suonavo le percussioni ed i bonghi con le mani. Oggi invece di sera assisto seduto vicino al locale dove c’era il mio caffè concerto, vicino al mio amico fotografo, alla sfilata di tanta gente che ha pochi soldi da spendere, che forse di sera non sa più dove andare e sbarcare il lunario. Sapete perchè sogno quegl’anni? Perchè di sera c’era musica dappertutto, locali dappertutto, si ballava, si suonava, e perchè no, ci si divertiva di più. Grazie Andrea per l’atto di amore che hai fatto scrivendo quel libro. Quel venerdì sera di agosto a Portoverde, hai fatto un concerto emozionante, per l’Italia di oggi, orfana di tutto, e mi hai commosso perchè oltre le note ci hai messo il cuore e tanta ironia. L’estate by night per me significa jazz, rock, regalare una rosa non ad una donna qualsiasi. La scarpetta di Cenerentola non l’ho mai avuta, per fortuna.

Estate 2012 Ebo Del Bianco

1 Commento a ““Estate by night” di Ebo Del Bianco”


  • Caro fratello di riviera,
    sento che anche tu sei orfano di un’epoca irripetibile ma abbiamo ancora una speranza. Quando ne parlo e ne suono non pare affatto nostalgia di poco conto, sembra storia. E lo è perchè se stiamo vivendo giornate acquistate all’outlet più vicino, ciò che è bello, poetico e, sgangheratamente goliardico, non può essere cancellato da “aperitivismi asfittici” o “melodie di plastica”. Caro Ebo, siamo ricchi del nostro passato e, assolutamente, mai rassegnati a un futuro virtuale. Ciao e grazie Andrea

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