“Homage to Area & Demetrio Stratos” di Ebo Del Bianco

Supporto musicale: dall’album del ’78 “Gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano”, i brani “Acrostico in Memoria di Laio” e “Hommage a Violette Nozieres”, gruppo Area.
Musicisti:
Demetrio Stratos – voce strumentale
Giulio Capiozzo – batteria
Patrizio Fariselli – tastiere ed elettronica
Ares Tavolazzi – Contrabbasso
Paolo Tofani – chitarra ed elettronica.

Introduzione

Gli anni ’70 (l’ho scritto e documentato anche nel mio libro “Per quel sogno”), sono stati gli anni più intensi, più evolutivi sia dal punto di vista sociale, culturale e politico. Osservando i giovani dell’attuale movimento studentesco, la loro apatia verso la politica del malcostume, ascoltando le loro richieste di giustizia, di equità, per conquistarsi il presente e garantirsi il futuro, mi sono tornati alla mente i cortei di protesta degli anni ‘ 70. Il movimento studentesco di quegli anni post ’68 era molto legato all’impegno politico per portare avanti temi che non riguardavano solo la scuola, ma una società, una classe politica assai discutibile. Sin dall’inizio verso questo movimento è stato puntato l’indice in modo indiscriminato criminalizzando anche gente, come il sottoscritto, che come armi ha sempre usato esclusivamente l’intelletto al servizio delle comuni rivendicazioni. Alla Università di Urbino ero uno dei principali animatori del movimento. Il potere, quando si sente contestato con giuste critiche, si arrocca nel palazzo, non vuole che le sue direttive siano messe in discussione e così si chiude a riccio. E’ sempre successo così, non è una novità, alla faccia di un dialogo democratico. Le vostre attuali tesi sono giustissime, ma i poteri forti dell’economia e finanza sanno solo imporre in modo pesante la loro strategia, anche ai politici. Secondo il mio parere dovete tutti insieme studiare per creare un nuovo sistema politico che tenga conto che il popolo chiede democrazia, in linea con le attuali esigenze che voi ritenete indispensabili per far sopravvivere questo paese sbandato. Non è sufficiente eliminare i tagli alla scuola e cultura, questo paese ha necessità di essere rifondato anche e sopratutto da voi che avete intelligenza e idee geniali. I super miliardari non hanno credibilità quando salgono sul pulpito per indicare nuovi assurdi paradisi terrestri. Hanno avuto tutto, troppo, ed hanno consumato tutto. Ricordatevi che non siete soli, ricordate, ricercate le cose veramente più belle del secolo scorso: farlo, per voi è utilissimo.

Tra le esperienze, i progetti degli anni ’70, che hanno dato lustro alla cultura italiana, saltano immediatamente alla mente il gruppo musicale degli Area, o International Popular Group, nati nel 1972 col sogno del superamento artistico individuale per creare musica totale, di fusione ed internazionalità. Una fusione di differenti generi musicali, dal progressive più aperto al free-jazz, alla musica elettronica, dalla musica etnica alla sperimentazione, con costante riferimento all’impegno politico. Gli Area, allora erano considerati un fenomeno di livello mondiale al pari dei Wheather Report ed il Miles Davis Group. Eppure, oggi molti giovani non sanno nulla o poco su loro. Gle Area erano un punto fermo del riferimento musicale del movimento studentesco, perchè la loro musica strumentale coglieva l’humus dalla realtà. Ricordo le manifestazioni giovanili, festival parco Lambro a Milano nel 1976, Piazza Navona coi radicali di Pannella. Tra i componenti storici degli Area, Giulio, Patrizio, Ares e Demetrio. Io li chiamo per nome, perchè mi sono sempre sentito fratello solidale con ogni loro evento. Due di loro, Giulio e Demetrio sono partiti per l’ultimo viaggio senza ritorno. Tra loro, in alto, emerge la figura stratos-ferica di Demetrio Stratos, la sua voce umana sperimentata per emettere più suoni contemporaneamente. Efstràtios Dimitru (in greco) era nato nell’aprile 1945 (che onore per me) ad Alessandria D’Egitto. E’ migrato giovanissimo in Italia, a Milano, ha fatto parte del gruppo “I Ribelli” di Celentano (celebre la sua voce nel brano “Pugni Chiusi”), e negli anni ‘ 70 ha unito la sua voce strumento agli strumenti degli Area. Questi ultimi, con o senza Stratos, non hanno mai composto e suonato canzoni. Loro costruivano, sperimentavano con gli strumenti cogliendo tutto ciò che potevano captare nella realtà, suoni e rumori. Demetrio, poi, era uno studioso, scienziato per studiare l’uso tecnico della voce. Lui diceva che la voce era emessa da due muscoli diversi in gola, ed il suo studio consisteva nell’addestrarsi di continuo per emettere con una voce suoni diversi e distinti, tenendo disuniti i due muscoli. Quando il più grande scienziato di musica assoluta (come la definisce Ennio Morrione) John Cage, lo ascoltò, rimase sbalordito dalla potenza vocale di questo giovane e lo volle con sé su quel “famoso treno”. Ad ogni tappa e fermata, Cage sperimentava rumori, suoni per trasformarli in musica. Demetrio fece concerti solo sul treno. Stratos è stato il propulsore degli Area, coinvolgendo il gruppo ad una ricerca continua, a sempre nuove idee. Un concerto degli Area non era solo un evento musicale perchè davano la senzazione di specchiarsi nelle reali immagini dei giovani e della gente comune. Ad un certo punto, Demetrio Stratos capì che era giunto il momento di presentarsi solo davanti alla gente. Non fu un abbandono dagli Area, solo un processo evolutivo per verificare il livello raggiunto dai suoi studi. Fu un trionfo, anche vedere nelle prime file del pubblico ad applaudire tutti gli Area. Poi, a soli 34 anni, nel 1979, Demetrio si ammalò gravemente e morì a New York. Gli “Area restano, mentre gli dei se ne vanno. Fu una esperienza, per esecuzione ed ascolto, divina. Sono rimasti Patrizio ed Ares, a raccontare un pezzo di storia d’Italia, un pezzo forte che è stato in sintesi l’immagine di come la musica ci accompagni in certi percorsi. I giovani non hanno necessità di sermoni, solo una pacca sulle spalle,ed una carezza in un pugno che ancor oggi fatica ad aprirsi.

Novembre 21012 Ebo Del Bianco