Monthly Archive for Agosto 2013

“Suicide prelude” di Ebo Del Bianco

Tentativo di navigare, famigliarizzandoe condividendo, nella mente di chi ha deciso, o sta per decidere di essere omicida e vittima di sé stesso. Riferimento nel ricordo perenne, ed ipotesi angosciante, ad un grande pianista svedese Esbjorn Svensson.
Musica di supporto: brano “Waves 11” autore Avishai Cohen
Musicians: Shai maestro – piano – Avishai Cohen bass – Mark Guiliana – drums
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
Improvvisamente, lo spazio si restringe. Si restringe tutto ciò che è esterno, estraneo allo spirito. Il mare scuro suggerisce l’idea, il cielo testimonia in silenzio come se nulla stia per accadere. Lo spirito si eleva alto e possente, si libera delle catene, sta per mettere in atto una fuga senza ritorno. Il fisico viene trattenuto dalla nostalgia che propone noiosamente le solite cose preordinate come i giorni del calendario. Le illusioni, come sacre ancelle, lo circondano e gli sparano flash di disperato ottimismo. L’immaginazione, ormai precaria, lancia messaggi di sogni irreali ed irrealizzabili. Il mare è sempre più vicino, il cielo sta per svelare la sua identità, e viene spazzato via ogni atto portatore di credibilità, per lasciar posto al mistero di ciò che sarà. Ora la navigazione è lenta, incerta, in un mare di perplessità. Il fisico rivendica sopravvivenza, mette in scena i suoi cavalli di battaglia in una grande anfora al centro delle attenzioni, facendo esondare ricchezza e denaro. Ma lo spirito sta per decollare perchè il tempo di essere è scaduto, è svanito, liberandolo dal materialismo.Poi, in un angolo invisibile, non lontano dalla sala di attesa dove a breve si compierà l’atto, ecco la morte nascosta da qualsiasi tentativo di delinearla come figura. La musica, sopravvissuta, ormai si sta allontanando, inchiodando sulla tastiera le ultime note di una vita. Una vita satura di incertezze ed orfana come lo spirito che l’ha creata, esaltata e consacrata. E’ suonato il gong, l’orologio indica l’ora esatta, è in atto l’ultima performance. Il mare è in fermento, apre le sue braccia e tutto il resto entrerà nel mistero dell’autodistruzione. Nell’ottica di chi resta, di chi osserva il cielo sempre azzurro, sfugge sempre il mistero del lato oscuro della vita, perchè non sempre la parola fine viene scritta nell’ultima pagina del libro.
Grazie ad Avishai Cohen
Settembre 2013 Ebo Del Bianco
P. S. – Tale eventualità può sfiorare la mente di chiunque non accetti più il forte conflitto tra lo spirito, sempre in parabola ascendente, e la materia, destinata lentamente a consumarsi.

“Avishai Cohen, il nuovo jazz emergente” di Ebo Del Bianco

Supporto musicale: brano “Remembering” Autore ed interprete Avishai Cohen
Musicians: Avishai Cohen bass, Sam Barsh piano, Mark Guiliana drums


In cielo è davvero nata una stella, che sta illuminando il jazz: Avishai Cohen. Nato il 20 aprile 1970 a Kabri, una kibbutz del nord d’Israele, viene da una famiglia di musicisti. E’ un contrabbassista, compositore, cantante e bassista jazz. La dote principale di Avishai è la prorompente creatività, genialità nel proporre ed eseguire i brani col suo magico trio.Dal 1996 al 2003 ha collaborato con Chick Corea, oltre all’intensa attività col suo trio. A 9 anni inizia a studiare pianoforte, abbandonato dopo 5 anni in favore del basso elettrico, ispirato da Jaco Pastorius; solo all’tà di 16 anni iniziò lo studio del contrabbasso, guidato dal maestro Michael Klinghoffer. A 18 anni , si sposta a New York e, come lui stesso asserisce, il primo anno di permanenza fu il più difficile della sua vita, per guadagnarsi da vivere suonò nelle strade e nei parchi. Poi , prestò la sua opera in diverse formazioni latin jazz oltre che, per un breve periodo, in trio con Danilo Pèrez. Per tutta la prima metà degli anni novanta, suonò unicamente in piccoli jazz club fino a quando, nel 1996,entrò in contatto con Chick Corea, firmando il suo primo contratto. La collaborazione con Chick, fu determinante; riuscì ad arrivare a grandi festival di jazz di fama mondiale, ed inoltre fu proprio sotto l’etichetta Stretch record, di Corea, che ha inciso i suoi primi 4 Cd da leader. Ha lavorato, tra gli altri, anche con Bobby McFerrin, Roy Hargrove, Hancock, Kurt RosenWinkel, Nnenna Freelon, Paquito D’Rivera, Alicia Keys oltre che con la London e la Israel Philharmonic Orchestra. Attualmente è molto impegnato con l’Avishai Cohen trio, Shai maestro pianoforte, Mark Guiliana batteria e percussioni, sostituito da Itamar Doari nel 2010. ha confezionato ben 13 albums, uno più bello dell’altro.
Adama 1998, devotion 1999, colors 2000, unity 2001, lyla 2003, at home 2004, continuo 2006, as is….live at the blue note 2007, gently disturbed 2008, sh’ot regishot 2008, aurora 2009, seven seas 2011, duende 2012 con Nitai Hershkovits.
A 43 anni Avishai sta letteralmente conquistando le simpatie dei grandi jazzisti, dei grandi e veri intenditori di jazz. Sorprende che solo Chick Corea nel 1996 si sia accorto del grande estro di questo giovane musicista jazz israeliano. Evidentemente ancora si va a caccia dei grossi nomi , dei soliti noti, dimenticando che, anche a 20 anni si può essere meritevoli di giuste attenzioni. Spero che di Avishai si accorga anche la “Down Beat”, in passato sfortunatamente poco profetica.
Settembre 2013 Ebo Del Bianco