“Donna solitaria – lonely woman” di Ebo Del Bianco

Night reportage effettuato con azione dal vivo; impressioni e riflessione conseguente su tema apparentemente semplice, ma in realtà profondo, come la prostituzione.

Musica di supporto: “Lonely Woman” eseguito da GERI ALLEN piano, CHARLIE HADEN basso, PAUL MOTIAN batteria.

Fine estate, ore 3: un colpo di accensione e la vettura è già in viaggio verso la costa. Lo squallore di questa notte è trafitto ed insonorizzato dal rumore del motore, ed è illuminato dalle luci abbaglianti che si stampano ovunque. La via della costa si presenta lunga, piatta, angosciante, mentre in lontananza, già si odono gli ultimi schiamazzi insonni del divertimento e delle apparenze. Li intravedo una sfilata di corpi svenduti allo sballo, aggrappati a tutto ciò che tra breve sfuggirà tra i tentacoli del giorno. La vettura prosegue, come se a bordo ci fosse qualcuno a pilotarla, mentre invece al suo interno la mente è latitante, lasciando il posto di guida all’istinto e all’irrazionalità. Lentamente, la città misteriosa svela tra i suoi pericoli l’ennesimo atto di violenza, una pugnalata, una fuga verso l’ignoto e l’illegalità, mentre al di là della siepe fiorisce il commercio del proibito. Sul marciapiedi è in vendita un corpo, ricoperto da un vestito in lamè, tacchi a spillo ed una borsetta che ondeggia come un pendolo. La regina della notte è proprio lei, una regina con miserabili sudditi, pronta a mostrare il corpo per vendersi alla migliore offerta. La vettura si ferma, si apre la portiera, mentre dalle sue mani parte la richiesta. E’ così giovane, così sprecata, così dispersa tra gli artigli del materialismo che si abbattono sul suo corpo, cancellandole i sogni di donna, narcotizzandola con violenza e disprezzo disumano. Il materialismo su quel corpo è invincibile, mostra la sua ferocia, attraverso la compravendita di un subdolo e tragico attimo di piacere. La portiera si chiude, l’irrazionalità è scomparsa, ma su quel giovane viso resta l’amarezza e delusione per un mancato affare. Il suo spirito vale più del suo corpo, assediato e soffocato da una realtà che piano piano la consumerà come una candela accesa.Ma lei non lo sa. Non potremo mai incontrarci, tu in attesa per consumare il corpo, io in attesa per esaltare lo spirito. Non potremo mai sederci su una panchina, guardarci negli occhi in silenzio ed in profondità, perchè tu non hai profondità, vivi in superficie. Non potremo mai camminare uno accanto all’altro, se non su due strade parallele, divergenti tra loro, in conflitto. Eppure ti lancerò messaggi per sperare, mentre tu risponderai con l’ennesima tentazione. La vettura fatica a ripartire, mentre a est sta per scoppiare il giorno che spazzerà via tutto. Lei è già svanita tra il traffico, la vettura acconsente alla mia mancata accensione. E’ così giovane, così solitaria, schiava delle sue abitudini che non la rendono padrona di sé stessa in modo completo, e nei suoi occhi tristi, gioia e disperazione vengono abilmente nascoste per vendersi con maggiore risultato. A due passi ascolto il rumore delle bancherelle appena allestite per il mercato settimanale, mentre la vettura decisa parte verso casa. La donna solitaria non ha identità alla luce del sole, è quasi inesistente, mentre il reportage si conclude alla fine di questa amara notte, ed allora vado a “prostituirmi” come al solito con un po’ di jazz.

Ottobre 2013 Ebo Del Bianco

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