“Kara Italia” di Ebo Del Bianco

Supporto musicale: Overture La forza del destino autore Giuseppe Verdi, orchestra sinfonica di S. Pietroburgo diretta dal maestro VALERY GERGIEV MARIINSKY.

A volte, quando penso come ti affacciavi al mio primo apparire, ti ricordo con tenerezza. Allora non piangevo se non per le prime delusioni. Oggi, invece, non mi commuovo più, non ho il debole per la lacrima, per le conseguenze di una emozione. Oggi stranamente mi commuovo quando mi trovo di fronte ad un bel piatto di spaghetti, o quando incrocio con forza lo sguardo di una ragazza che parla con gli occhi. Kara Italia, scusa se uso la K, sono leggermente incavolato con te, perchè non alimenti più le fantasie della gente, ma anche tu ti lasci andare ad un appiattimento sociale, che rende incerto sia il presente che il futuro. Mostra il tuo fascino, le tue bellezze, la tua fantasia, la tua creatività. Dacci lo spunto per essere meno qualunquisti, meno maschilisti, meno razzisti, e molto più devoti alla cultura. Ti tratto con tenerezza come se tu fossi una donna, ma in realtà tu come soggetto non esisti se non nei valori e nei costumi della gente. Kara Italia, tu sei solo nata, non morirai mai, e conserverai tutte le nostre storie in un grande album con pagine di vita e di storie.
Ma oggi qualcosa devi pur fare, perchè nell’album c’è il vuoto, c’è il peggio di noi. Con la crisi che stiamo attraversando mi verrebbe il desiderio di rivolgerti una frase (per la verità non rivolta proprio a te), “dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Ti ricordi negli anni del neorealismo, quando c’erano macerie dappertutto, residui bellici non esplosi, residui ideologici e di nostalgie sempre pericolose: il tuo territorio era tutta una ricostruzione. Oggi, Kara Italia, si usa sempre più il sostantivo demolizione, rottamazione, e si ha la sensazione di assistere ad una demolizione gigantesca di tutti quei valori che sono fuorusciti dalle macerie di allora. Vedi, Kara Italia, c’è un signore, sull’Olimpo, quello di cui tutti sono innamorati alla follia, il Dio denaro, che sa solo esondare le sue ricchezze verso un’ unica direzione. Siamo un po’ tutti “incazzati” per questo. E se noi, poveri disgraziati, riuscissimo ad assediarlo, catturarlo, e metterlo in una grande anfora, gettare benzina ed accendere un cerino? E’ quel Dio che condiziona la vita di tutti, i rapporti tra la gente, tra gli stati alterandone i già precari equilibri. Durante il Rinascimento, Giordano Bruno, grande uomo di scienza, dopo aver studiato in Inghilterra ed aver scoperto alcune verità che recavano pericolo ad alcune assurdità teologiche, tornò a Venezia, e nonostante il Doge lo sconscigliesse di recarsi a Roma a “spiegare” queste nuove verità, Giordano partì in tromba per Roma. Purtroppo gli accesero i cerini sotto i piedi, lui che sosteneva alcune sacrosante verità. Se Giordano Bruno, martire di verità, è finito sul rogo, prima o poi anche il Dio denaro deve salirci sopra, magari per incenerire solo la sua divinizzazione e farlo tornare un semplice mezzo di scambio. Kara Italia, il processo è lungo, perchè si tratta d’incenerire molte menti acculte e furbesche, ma è l’unico modo per evitare demolizioni e rottamazioni di valori fondamentali.
Kara Italia, rimettiti in maniche di camicia e blue jeans, torna on the road con tutti noi ed evita chi ci viene a far la morale coi miliardi in tasca (magari sono i nostri) e va a suonare in modo stonato e sgradevole il mandolino in tv per intenerirci. Noi siamo abituati alle percussioni forti, africane, per far sentire il nostro disagio. Purtroppo anche alla tua ancella preferita, devo cambiare la consonante all’inizio, e cioè trasformarla in Kultura. Non è possibile osservare così mal ridotta quella che un tempo, ad esempio il Rinascimento, era “corteggiata” da tutta Europa per i suoi straordinari paladini, che, oltretutto, se avessero esagerato nelle loro ricerche ed invenzioni, sentivano subito “puzza di bruciato” sotto i loro piedi come successe a Giordano Bruno. I tuoi eventi Kulturali oggi sono assai discutibili e tutti legati all’appararire, al mostrarsi, perchè in agguato c’è sempre quel Dio con la borsa sovraccarica di moneta. Ciao Kara Italia, un giorno spero di poterti togliere quella K.

Novembre 2013 Ebo Del Bianco

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