“Twenty years after” di Ebo Del Bianco

Musiche di supporto: “Rising Star” e “Just the way you are” eseguite da Till Bronner & Band – Musicians – TILL BRONNER trumphet, WOLFGANG HAFFNER drums, KIM SANDER vocal, ERIC ST. LAURENT guitar, ROBERTO DI GIOIA keiboards, CHRISTIAN v. KAPHENGST bass.

Cine racconto di un incontro tra due persone non estranee tra loro, dopo 20 anni.

Marte sonnecchia, sbadigliando al sole di autunno. L’album di foto è ancora all’inizio di questa storia, non scorrevole affatto, nonostante la comodità del divano e le coccole di Stella. Sono passati 20 anni, ma ora non è semplice ripercorrerli pagina per pagina. Marte e Stella, mentre inizio lo sfoglio delle immagini e dei ricordi, all’aria aperta cacciano le ultime lucertole e mosche di stagione. Eccoci qua, in prima pagina, i tuoi capelli rossi di ventenne, il mio continuo stupore nel rivedere tutti i tuoi movimenti istintivi e mai mirati. “Ottimo il caffè che mi hai preparato”, è il minimo che mi devo inventare per non ritrovarmi impreparato davanti alla sua semplicità. Barwoman spettacolare, avresti potuto prepararmi di tutto che avrei sempre acconsentito. Quel bar era il nostro ritrovo, il luogo di ogni folle performance, era il posto più dissacrato che si potesse immaginare. La regina eri tu, il tuo fascino, le tue mani, le tue braccia aperte verso tutti. Nella seconda pagina dell’album c’è una foto, una macchina nuova distrutta sul guard rail alle 23 di una domenica d’estate di 20 anni fa, un signore sdraiato sul lettino dell’Ospedale con la borsa di acqua ghiacciata in testa. Lo riconosco, mi assomiglia. Tu sapevi tutto, hai immaginato tutto vedendomi partire da quel matrimonio beffa con tanta voglia di schiacciare il pedale dell’acceleratore. Quel giorno eri troppo vestita a festa, ti preferivo col rosso bordeaux del tuo grembiule al bar. Una curva, due abbaglianti, sono stati fatali, oltre l’alcool. Eppure non eri tu la celebrata del giorno, tu non porti anelli come me.
Poi, sfogliando l’album mi sento precipitare in un vuoto di memoria senza le tue immagini elettrizzanti, ritrovo solo il lento decadere degli anni che passano. Ritrovo il lento oblio che ci obbliga a voltare pagina anche senza volerlo. Si perde la senzazione di chi ti ha messo in subbuglio il cuore, e che ora sfuma come un sogno. Poi, un giorno di 20 anni dopo, al Supermercato sento chiamare:”Sei tu?” Io rispondo di sì meravigliato senza riconoscere chi mi seguiva col carrello alla cassa. “Sì, sono proprio io!” rispondo. “E tu chi sei?” Quando rispondendomi, pronuncia il suo nome, il cuore prima si raggela, poi si scalda come un termosifone. “Leggo sempre le lettere che mi hai lasciato” mi confessa. Io non ricordo più nulla, ricordo solo lei, ed ora vedendola coi capelli di 20 anni dopo, provo tanta sofferenza. “Leggimi in rete, è la mia vita, il mio diario” gli rispondo. “Non posso leggerti, non ho luce e gas”, afferma con un senso di angoscia e rassegnazione. Resto amareggiato, le stringo la mano, avrei voluto abbracciarla, ma l’impaccio e l’emozione frena entrambi. L’ultima parola racchiude solo il piacere di esserci incontrati dopo 20 anni:”Ciao”.
Non so se ci rivedremo, la pagine dell’album sono per il momento vuote e assai vicine all’ultima pagina, mentre sul terrazzo distraendomi intravedo il gattone Marte che insegue una lucertola. A me basta lui e le coccole di Stella, sua zia. Ho tremato in profondità, ma ormai è volato via tutto come il suo grembiule rosso bordeaux al di là dei ricordi. Ora c’è il blues che percuote cuore e mente ed è lì che voglio perdere i sensi, affogare in quel mare di note ed atmosfere, liberandomi di ogni scoria passionale ed illusoria. Ciao Forever

Novembre 2013 Ebo Del Bianco

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