Monthly Archive for Luglio 2014

From “Why” terzo movimento – “Freedom Theme:Africa” autore Ebo Del Bianco

Supporto musicale: From project “Howl”, autore CLAUDIO COJANIZ, brano “Howl”, eseguito da NION Orchestra.

Terra arida, terra satura di doveri, terra senza diritti, dilaniati e spazzati via da un vento di iniquità.
Terra sofferente, unica immagine al cospetto del “navigante”.
A riva, la disperazione si accinge all’ennesima fuga. E’ l’Africa, “navigante”, quella cancellata da ogni geografia. Occhi senza sorriso,ormai illustre assente, nascosto nel lieve movimento di due labbra.
Fermati, “navigante”, è giunta l’ora di sbarcare, l’ora di scovare e celebrare libertà. Spogliati, “navigante”, Africa attende il tuo abbraccio.
Africa, è qui da secoli, terra di conquista per menti deviate.
La navigazione è terminata: eccomi portatore di gaudio al vostro servizio. Avvicinatevi fratelli, liberateci dai continui tentacoli del consumismo, dai devastanti saccheggi a cui è sottoposto anche lo spirito. E’ vita essere tra voi, seguirvi senza essere mai seguiti e perseguitati, con le vostre cadenze, i vostri ritmi. Per sempre Africa, per sempre libertà, come un fiore sbocciato come un sogno tra lo sterco che sommerge l’iniqua società del benessere. Libertà di essere singoli ed insieme, di catturare il diritto alla vita, senza subire minacciose esondazioni dagli oppressori.
La mia navigazione è terminata, anche se gli strali infuocati della nostalgia non cessano mai di colpirti inutilmente.
Africa, eccomi tuo servitore. ADIOS saccheggiatori di vite, ADIOS por siempre.

Luglio 2014 Autore Ebo Del Bianco

“Esperanza Spalding, vocal bassista” Ebo Del bianco

Musica di supporto: “Chamber music society” -

Esperanza Spalding, nata a Portland il 18 ottobre 1984, è una bassista e cantante statunitense. Cresce nel King, quartiere di Portland, zona che lei stessa definisce un ghetto piuttosto malfamato. Le sue origini culturali sono compositive: vi si trovano caratteri ispanici, gallesi, americani ma anche e sopratutto africani. Le sue radici nere provengono da parte di padre; alla madre invece deve, come lei stessa afferma, il resto della sua identità culturale. E’ proprio la madre, nativa della Carolina del Sud, che, assumendo una balia cubana, educa indirettamente alla cultura e alla lingua spagnola la figlia Esperanza. Al’età di 5 anni comincia a suonare il violino, seguendo gli insegnamenti della madre, ed entra nella Chamber Music Society di Oregon, nella quale rimane per 10 anni. Lascia all’età di 15 anni, nel ruolo di primo violino. A causa di una lunga e gravosa malattia, Esperanza frequenta sporadicamente la scuola d’obbligo; durante questo periodo ha l’occasione di seguire la madre, come spettatrice, a un corso di chitarra jazz. Riguardo a questo periodo della giovinezza, Esperanza ha dichiarato:” Quando andavo con lei a lezione, mi siedevo dietro il pianoforte e ascoltavo. Poi, quando andavo a casa, suonavo a mia madre le cose che il maestro insegnava”. Suona nell’infanzia, anche clarinetto ed oboe e scopre infine il contrabbasso alla high school. Successivamente è allieva dei GLENN MOORE, contrabbassista degli Oregon.
Ha debuttato nel 2006, pubblicando JUNJO. Due anni adopo ha pubblicato il disco Esperanza:
Nel 2008 ha collaborato con i Fourplay nel loro album Energy, cantando nel brano Prelude for lovers.
Nel 2010 è uscito il suo terzo disco, Chamber Musica Society, disco di grande successo e vincerà il Grammy Award for jazz best vocal Album 2013. Tre brani dell’album vedono la partecipazione di Jack DeJohnette, uno quella di Joe Lovano, Billy Hart e Lalah Hathaway e il brano City of Roses le fa vincere a lei e a Thara Memory il Grammy Award for best instrumental Arrangement. Nel 2014, ha partecipato in veste di ospite al sesto album discografico di Chiara Civello.
Esperanza Spalding è una nuova star del nuovo afro-americano jazz, una grande vocal di classe e ottima bassista. Ha collaborato con musicisti moderni come il pianista Robert Glasper.

Luglio 2014 Ebo Del Bianco

P.S. – Ringrazio lettori e lettrici del blog per l’attenzione che mi prestate. Grazie per le oltre 310000
visite. Per circa 30 giorni, fino al 20 agosto, mi concederò un periodo di riposo e seguirò gli eventi più da vicino. Buone vacanze a tutti ed un grazie di cuore. Ci sentiremo dopo il 20 agosto. Buone vacanze e ferie a tutti e tantissimo jazz e teatro per tutti. Ciao Ebo

SHAI MAESTRO, pianista star del nuovo jazz” di Ebo Del Bianco

Musica di supporto: From Albun Shai Maestro trio il brano:”Brave Ones” -
Musicians SHAI MAESTRO piano, JORGE ROEDER bass, ZI RAVITZ
drums.

Shai Maestro, giovane pianista, è nato in Israele il 5 febbraio 1987. Ha iniziato a suonare piano classico all’età di 5 anni con l’insegnante, IRENA KRIVATZ. All’età di 8 anni il primo disco di jazz che ascoltò fu “the Gershwin songbook” di Oscar Peterson. Shai rimase fulminato da quell’ascolto.
Oggi, a 27 anni, SHAI è sicuramente uno dei giovani protagonisti più interessanti del panorama jazzistico contemporaneo. Per 6 anni ha fatto parte del trio mondiale di AVISHAI COHEN bassista, col batterista MARC GUILIANA. Recentemente, SHAI, ha pubblicato un senzazionale album al debutto, “Shai Maestro trio, accompagnato dal bassista peruviano JORGE ROEDER e da batterista israeliano ZIV RAVITZ. In questo album, mette in mostra oltre alla sua sua straordinaria abilità sul piano, anche notevoli doti di compositore. Presenta 10 pezzi originali, più un pezzo della tradizione folkloristica bulgara, KALIMANKOU DENKOU, tutti a forte impatto melodico.
MAESTRO, è sicuramente un pianista con decisa impronta classica, a è nello stesso tempo in grado di rimanere ben radicato nel jazz, grazie ad una strepitosa vena improvvisativa che gli permette di buttare giù una valanga di idee, pur all’interno di melodie stupendamente costruite.
Il suo playng ha quel tipo di approccio classico/melodico che può far ricordare grandi pianisti moderno come SVENSSON e MEHLDAU, mentre nella sua musica coesistono in ma
niera sublime elementi di jazz, musica classica, sonoroità folcloristiche est-europee e medioorientali. In questa raccolta di 10 pezzi, i brani sono di ottima levatura, come BRAVE ONES, che riecheggia paesaggi bucolici, il delitaco PAINTINGS nel quale è maggiormente pronunciato l’approccio classico di MAESTRO, in particolare nel toccante preludio, a cui si aggiunge l’ottimo ROEDER con l’archetto.
La prodigiosa tecnica di MAESTRO si evidenzia nella bellissima melodia THE FLYING SHEPHERD, un pezzo brioso e vivace che in avvio ricorda un Sonata per piano di Mozart, prima di prendere una dirazione decisamente più ritmica grazie al poderoso drumming di RAVITZ. L’album si conclude con ONE FOR AC, dedicata al suo grande mentore AVISHAI COHEN, con una melodia che riprende le sonorità tipiche del grande bassista. SHAI MAESTRO, JORGE ROEDER,
ZIV RAVITZ, formano un trio di livello mondiale, grazie anche alle loro eccellenti precedenti collaborazioni.
Luglio 2014 Ebo Del Bianco