Monthly Archive for Ottobre 2014

Mark Turner sulle orme di Coltrane

Musica supp.: Joy in spite of everything – feat St. Bollani – Bill Frisell

Marc Turner è nato a Fairbom, Ohio, USA, il 10/11/1965.
E’ un tenor sassofonista jazz, considerato tra i più significativi sassofonisti di questa generazione.
Alle scuole elementari suona il clarinetto, ma alle superiori si dedica all’alto e tenore sax.
Frequenta l’Università di Stato della California, Long Beach e nel 1980 si sposta al Berklee College di Musica 1990, quindi a New York.
Marc ha lavorato al Tower Records in N.Y. City, ha suonato molto interamente col pianista Brad Mehldau.
Nel febbraio 2009 fu protagonista con Edward Simon al Village Vanguard.
Nel sett. 2014 Turner ha realizzato il suo 1° album da leader con Av. Cohen tromba, Joe Martin bass, Marcus Gilmore drums.
Il suono di Turner è paragonabile a quello di Warne Marsh.
Ma nel suono ci sono molti elementi di John Coltrane.
Marc Turner ha menzionato di essere influenzato da Marsh e Trane.
Mark Turner è anche membro del Trio Fly, col bassista Larry Granadier, ed il batt. Jeff Ballard.
Turner è anche membro del quartetto del chitarrista israeliano Gilad Hekselman, ed anche del batterista Billy Hart.
Ha suonato intensamente col chitarrista Kurt Rosen Winkel, al sax David Biuney, al piano Aaron Goldberg.
Come leader ha prodotto 8 cd, tra cui l’ultimo per ECM nel 2014 Leathe of Heaven.
Col Trio Fly band ha prodotto 3 cd tra cui l’ultimo Year of smack ECM nel 2012.
Come Sideman ha notevoli collaborazioni specie con Bollani, Joe Locke, Seamus Blake, Lee Konitz, Joshusa Redman, ecc…
E’ considerato un grande tenor sassofonista dallo stile unico.
Una realtà del jazz mondiale

Ottobre 2014
Ebo del Bianco

Marc Guiliana

Musica di supporto: album Taming Dragon with Brad Mehldau Key e sinthe sizens

Marc Guiliana nato nel 1980 a Florham park, New Jersey, USA, è un batterista, compositore e leader della band Beat Music.
E’ noto per aver suonato con Avishai Cohen bass, Brad Mehldau, Mashell Ndegeocello, Gretehen Parlato, Jason Lindner, Lionel Loueke, Avishai Cohen tromba, Dhaffer Youseff, oud, Tigram Hamasyan, Matisyahu, European Piano Trio Phronen’s (band) and his old band heernt.
E’ batterista, compositore, insegnante, produttore e fondatore del Beat Music Productions, coi quail ha realizzato My life starts Mok e Beat Music: The Los Angeles improvisations come band leader.
Attualmente ha approdato ad un duo strumentale chiamato Mehliana, duo elettrico formato da Brad Mehldau tastiera e sintonizzatori.
Il duo ha debuttato con successo con album Taming the Dragon realizzato nel 2014.
Marc Guiliana è uno dei più grandi ed innovativi del mondo.
Elvin Jones e Art Blakey i suoi ispiratori, ma il suo stile personalissimo sfocia con molta energia nei ritmi della World Music e del nuovo jazz di Avishai Cohen bassista isra., del jazz etnico Dhaffer Youseff, nel jazz energico di Jason Lindner, dei Phronesis, del fortissimo tenor sass Donny McCaslin, dell’africano Lionel Loueke, della raffinatissima vocal Gretchen Parlato.
L’ultimo Guiliana, rivoluzionario è con Brad Mehldau nel duo Mehliana.
E siamo agli inizi.

Ottobre 2014
Ebo del Bianco

IIRO RANTALA, pianista finlandese

Musiche di supporto: Elmo – Iiro Rantala New Trio

Nato a Helsinki nel 1970, è un pianista jazz.
Ha studiato piano nel dipartimento jazz della Sibelius Academy e piano classico alla scuola di Musica di Manhattan.
E’ uno dei pianisti jazz finlandesi conosciuti, sia in Finlandia che altrove.
Rantala è un pianista e compositore col Trio Toykeat, un trio jazz finnico.
Oltre il jazz, Iiro Rantala ha composto brani classici, come Concerto for piano and concerto in Ghrab.
Nel 2008 ha realizzato l’album Elmo con questa nuova formazione The Iiro Rantala New Trio. I membri del trio sono Rantala al piano, Marzi Nyman guitar, and Felix Zenger beat box.
Col trio Toykeat ha prodotto 7 cd, con Big Band family 2 progetti, con Tango Kings 1 progetto e con altri gruppi ben 8 progetti, tra cui Elmo nel 2008 con Iiro Rantala New Trio.
E’ considerato un pianista dell’avanguardia, sempre pronto a rinnovarsi con nuovi progetti.
Vera realtà del jazz scandinavo.

Ottobre 2014
Ebo del Bianco

“Dopo un raccolto ne viene un altro” autore Ebo Del Bianco

Musica di supporto: Colonna sonora originale del film “Novecento” di Bernardo Bertolucci,
autore Ennio Morricone – Tema “Romanzo” -

Questo racconto immaginario, prende spunto da un film passato alla storia della cinematografia Italiana, “Novecento”. Ho cercato di fotografare in sintesi due mondi diversi ma che qualcosa in comune, potrebbero avere………………. Dedicato alla memoria dei 7 fratelli Cervi barbaramente uccisi dai fascisti, ed al loro eroico papà Alcide.

La Bassa Padania, le nebbie autunnali che a volte la rendono invisibile, sono il primo fotogramma di ciò che lì è stato Il Novecento. La fattoria dei fratelli Cervi, a Campegine, gli strumenti, gli attrezzi da lavoro di quei contadini e del loro padre, sono ancora intatti sotto la capanna museo.
E’ passato tanto tempo, il silenzio di ogni primo mattino dà l’impressione che da un momento l’altro possa riprendere il lavoro dei campi. Invece è tutto fermo, immobile, abbandonato forse anche dalla memoria della gente. Eppure, poco lontano di lì, c’è un’antica casa, dove il vecchio “Olmo”, rimasto vedovo, è circondato dall’affetto dei suoi tre figli, Rebecca, Matilde e Costantino. “Dopo un raccolto ne viene un altro”, la storia continua anche fuori dai fotogrammi e così siamo piombati sul secondo millennio. “Olmo” è un pensionato, per decenni ha lavorato la terra del “padrone Alfredo”. Siede su una vecchia poltrona, osserva sempre fuori dal finestrone, e nella sua mente, rivede il veloce trascorrere di quei cinquant’anni. Ascolta l’eco delle sue liti con “Alfredo”, perchè un tempo tra padrone e contadino si “litigava”. Ora, nel nuovo millennio, è rimasta la figura beatificata e divinizzata del nuovo “padrone”, sempre in giacca e cravatta, scarpe mai infangate ma lucidissime.
La figura del nuovo padrone è legata ai quartieri alti che lui frequenta assiduamente. L’immagine di “Alfredo” è scomparsa non solo fisicamente. Resta “Olmo”, la vecchia quercia, che porta il peso di tanti ricordi. Il nuovo millennio ha spazzato via tutto e gli regala in abbondanza solitudine ed uno stato di attesa nel suo salone dalle alte pareti. Le figlie di “Olmo”, Matilde e Rebecca, sono sposate, hanno marito, figli, ma quello che “oggi conta”, navigano in Internet, mentre non c’è più tempo per grandi sogni, grandi occasioni, tranne che per “Olmo”. L’ultimo figlio di “Olmo”, Costantino, ha proprio il carattere del contadino. E’ taciturno, diffidente, legatissimo alla terra, silenzioso e vive da operaio metalmeccanico questa crisi non solo economica. Oggi, la terra non produce reddito, e l’amore per il trattore è raro e sostituito dall’interesse per la tecnologia meccanica. Ad “Olmo”, invece è rimasta nella mente la figura di “Ada”, moglie di “Alfredo” ed i dialoghi con lei. “Ada” abbandonò “Alfredo”, la sua smisurata ricchezza, per tornare in Francia senza rimpianti. “Ada” è una donna destinata a non invecchiare mai per il suo fascino. Ora la vita le regala povertà senza beni, ma lei è ricca di idee, ieali, di energia, tra i suoi gatti in campagna. E’ una grande astrofila, legge Giordano Bruno, Galileo Galilei, Joannes Keplero, e naturalmente punta il dito contro gli errori tragici della chiesa. “Olmo”, non sa più nulla di lei, ma la figura di “Ada” fa parte di quel famoso quadro che raffigura il quarto potere, l’occasione mancata nel dopoguerra, ultimo sogno del Novecento. Non è semplice per qualsiasi anziano assistere in disarmo al trascorrere del tempo, dopo aver costruito sulle macerie della guerra. Un tempo certe verità restavano nascoste dentro perchè, le parole per pronunciarle, si ritorcevano come un boomerang. Bastava un colpo d’occhio e ci si capiva al volo.Oggi, il vecchio “Olmo” può incrociare lo sguardo solo col vecchio cane perchè non si parla più. In questo millennio può capitare anche di non sentirsi in certi momenti soggetti attivi, ma piuttosto oggetti d’antiquariato. I fascisti, al tempo del grande sogno, sono scappati o sono stati cacciati. “Olmo” non è mai salito sul carro del vincitore, ma solo sul carro trainato dai suoi buoi. “Olmo” sa che questo paese ha avuti troppi vincitori e pochi sconfitti e da contadino non si è mai fidato. Ed oggi non crede alle rassicurazioni mediatiche, non guarda la televisione. Quando si fa sera e non vede più la sua terra, “Olmo” riposa nel suo letto in attesa sempre che “dopo un giorno ne viene un altro”, mai uguale al precedente. E mentre sulla Bassa Padania scende fitta la nebbia, nelle case, su quel piccolo schermo, il secondo millennio mostra il suo costume, il suo potere di navigare nelle menti attraverso tutti i suoi simboli. E non a caso su quel piccolo schermo, sul carro dei vincitori, non mancano mai una bottiglia di Coca Cola e un fucile Kalasnikov.

Ottobre 2014 Ebo Del Bianco