Monthly Archive for Novembre 2015

Quel treno di Ebo del Bianco

Supporto musicale: brano The enchanted garden – Claudio Filippini Trio.

Dopo un lungo cammino, dopo breve sosta per ascoltare il fischio del treno in arrivo dalla vicina stazione, mi ritrovo davanti ad una marea di curiosità che attende il mio racconto.
Mi chiamo, Anonimo, ho 70 anni, il mio costume, i miei atteggiamenti, i miei desideri, spesso si sono riferiti ad un sistema di vita radicalmente diverso. Quindi, tanti anni di conflitti interni, nessun compromesso tra sogno e realtà, perché l’irrealizzabile non mi ha mai sfiorato.
In una società in cui serpeggia il tentativo di schiavizzare i più deboli, abbandonandoli a sé stessi, mi ritrovo ad essere un uomo inevitabilmente ridotto ad umile condizione. Sopravvivo per una forte energia nel soddisfare intelletto e bisogni.
Ho sempre considerato tutti, fratelli del mondo, esseri umani che aspirano ai miei stessi desideri a qualsiasi latitudine. Ma in occidente c’è una fanatica ed irriducibile tendenza a considerare, in modo vergognoso, che le idee dei bianchi sono le più desiderabili e realizzabili. Allora, io sottoscritto, Anonimo conversatore, mi sento diverso colore, o meglio africano.
Raccontare la vita, è un insieme di emozioni che però non si possono rivivere. Non ho mai vissuto le epoche, i suoi movimenti di riflesso, ma in prima persona.
Raccontare una storia d’amore vissuta, è banale e patetico. Viverla ora, al presente, è assai gratificante, sorprendente e tonificante. Viverla è una energia, un atto di insospettata felicità. Quel fischio del treno in arrivo, rammenta tanti incontri, baci ed abbracci a volontà e nulla più. Ma l’Anonimo conversatore, attende non un treno qualsiasi, ma “quel treno” dove si apra uno sportello, dove scenda un essere umano concepito donna, per avvicinarsi e guardarla senza maschera negli occhi. Ed in quel momento, l’Anonimo conversatore, è un po’ come il blues, la cui immensità storica rende impossibile precisarne con esattezza l’età.
Dopo lo sguardo profondo reciproco, in una fiction mediatica, succederebbe sempre qualcosa, qui, invece, sono certo nulla di tutto scontato.
L’Anonimo conversatore lascia piena libertà di immaginare. Nella vita è fondamentale non sfogliare calendari, le carte anagrafiche, per non affondare con la propria immaginazione sempre affamata di sogni.

Novembre 2015
Ebo del Bianco