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Marcello – autore Ebo Del Bianco

Un racconto Medley di tre personaggi cinematografici interpretati da Marcello Mastroianni ed immaginati al presente in modo surreale. Ispirato ai film Il Mondo Nuovo, Ginger & Fred e Stanno tutti bene.
Supporto musicale: Matroianni – autrice ed esecutrice al piano Sade Mangiaracina, con Luca Aquino tromba, Carmine Ioanna fisarmonica.

«Non so dove mi sta trascinando questa carrozza, gli anni sono appesantiti come macigni, i capelli non sono più cespugli di gioventù. Mi sento un ex Giacomo Casanova perseguitato dalla passione giovanile. Mi fermo in una locanda per distendermi supino ad occhi aperti. Ho ancora molto da guardare, anche se il futuro è come aria rarefatta. Ho ancora un’eternità per riposare».
Casanova resta un personaggio che invecchia come il vino ed appassisce come un fiore. L’album dei ricordi è un atto dovuto.

L’età non necessita di classificazioni, anche se Ginger & Fred, ai tempi d’oro, non avevano sciatalgie e dolori reumatici. Ma oggi, entrando negli studi televisivi del commendatore, il grande presentatore non urla più al microfono: «Ed ecco a voi…». «Oggi Ginger, stanno tutti su un divano in salotto con cinque telecamere e parlano, parlano. Il tip tap per loro è preistoria, per noi due è come un percorso di vita tracciato su una decina di mattonelle e scandito dai nostri piedi malconci. Lasciamoli parlare, Ginger, è il loro modo di apparire. A noi basta essere anche in incognito».

«Matteo, se vai in treno su al nord dai nostri figli, ricordati di mettermi i fiori sulla tomba, poi, quando torni, dimmi se stanno tutti bene». Il viaggio di Matteo Scuro pensionato, anche oggi avrebbe questo preludio. I figli vivono verso nord, la terra sognata, ma lassù oltre la nebbia, qualcos’altro spesso occulta la realtà. «Il treno mi emoziona perché quando si ferma nella grande stazione come ora, i figlioli corrono verso il loro padre.
E’ ora di scendere, lo sportello è aperto, ma ad attendermi non vedo nessuno. Ma al nord a quest’ora lavorano, non hanno tempo di venire qui. Ora provo a telefonare a gettoni. Ma non trovo cabine, meglio telefonare dal Bar Stazione. Meno male, tutto ok, vengono a prendermi. Eccoli là, tutti insieme, uniti per papà Matteo. Sono commosso, è da tanto che non ci vediamo».
Matteo è ansioso di sapere se stanno tutti bene, perché al ritorno, in Sicilia, al cimitero deve rassicurare la moglie defunta. I figli hanno nascosto la loro realtà non convincendo del tutto Matteo. Non stanno tutti bene, ma Matteo se ne torna in treno autoconvincendosi del contrario.
P.S.: ho scelto questi tre personaggi perché poco considerati dai critici e mezzi di comunicazione, nonostante i profondi contenuti esondati dalla splendida interpretazione di Marcello Mastroianni.

Ciao Marcello e scusa il disturbo, ma era un dovere.

10 Novembre 2016 Ebo del Bianco

“Freedom Adios” di Ebo Del Bianco

Supporto musicale: brano “Le 400 coups” – autrice Rita Marcotulli -Musicisti: ENRICO RAVA tromba, STEFANO DI BATTISTA sax soprano, RITA MARCOTULLI piano e keyb., MICHEL BENITA bass., ROBERTO GATTO drums.

Il regista sceglie il teatro dove operare la propria azione scenica ed insieme identifica il cast su cui agire ed impostare l’opera. Oggi, il vasto campo della strumentalizzazione della pubblica opinione, trasforma il regista in stratega, cioè un vero miliziano che, per la sua stessa natura, deve ubbidire alla disciplina del dogmatismo. E così rifugge da ogni tentazione critica e dialettica. I personaggi sociali cercano disperatamente un autore vero per entrare in gioco, in scena, ma il miliziano stratega, incoronato come operatore kulturale, traccia la sua politica agli attori. Cerca così di sacralizzare il suo messaggio normativo. Il dialogo a cui ricorre il “capo” coi propri collaboratori in casi eccezionali, non è continuativo e quindi non da luogo ad una dinamica dialettica. La sua è solo comunicazione persuasiva.
Di primo mattino, quando i piedi si avviano verso una passeggiata campestre, il silenzio di massa illude concedendo una pausa nella manipolazione informativa. Gli animali ti guardano, non scappano, e pur non sapendo di essere, ti osservano come un qualcosa di estraneo. La campagna, bruciata dal sole, sogna il verde. Tu, invece, ferito da tante domande senza risposte, cerchi di scappare attraverso sentieri impervi verso freedom, un posto ormai invisibile al mondo. Lassù in alto lo stratega è già in cabina di regia lanciandoti strali contundenti di realtà imposta, per impedirti di alimentare il sogno. I suoi strali sono argomentazioni persuasive a cui non puoi sfuggire. Il mare poi, non è così lontano, ti aspetta, e da lì puoi sperare di fuggire. Purtroppo sarà un eterno inseguimento che ti farà approdare senza saperlo, in una grande insenatura denominata Strategia del consenso. Questa trappola ti farà dire Freedom adios, sempre visibile ma da lontano. Lo stratega ormai ha spento ogni luce e la manipolazione ha trasformato la verità in polvere da palcoscenico, calpestatata dalla disinformazione sociale.

Agosto 2015 autore Ebo Del Bianco