Archivio della categoria Argomenti vari

“It’ s Possible” autore Ebo Del Bianco

Musica di supporto: “Le Bonheur”- esecutori Grègory Privat piano, Linley Marthe double bass., Tilo Bertholo drums.

Proviamo ad immaginare, ad osservare ogni possibile obiettivo al nostro orizzonte. Proviamo a liberarci di quell’Io che ha ostacolato il percorso fin qui intrapreso. Proviamo a nascondere le nostre abitudini in un rifugio segreto ed abbandonarle. Proviamo a tendere un’agguato alla nostra razionalità per concedere libertà provvisoria al nostro istinto. Proviamo a resistere ad ogni tentazione di sudditanza, proviamo ad innalzare un muro psicologico verso check point e fili spinati. Proviamo a costruire una nuova vita senza certificati di garanzia, senza l’ausilio di coloro che impongono idee. Proviamo a vivere per davvero per quello che avremmo dovuto essere. Proviamo ad abbattere lo strapotere dell’ignoranza, proviamo a rendere discendente la sua parabola. Provare è sempre possibile finchè il respiro ci conforta.

Gennaio 2017 Autore Ebo Del Bianco

“DIARY OF THE PASSIONS” autore Ebo Del Bianco

La passione è lo stimolo per motivare ogni attimo di vita.
Musica di supporto: “Evening song”, autore Jakob Bro, esecutore Jakib Bro guitar in trio.
“If you leave me now”, autori ed esecutori Chicago.

L’armadio conserva ancora l’abbigliamento della prima notte di passione. La maglietta a strisce orizzontali, blu-jeans con targhetta in cuoio, una foto ricordo del mattino seguente. Li osservo, quei diciotto anni, come il sole dopo l’alba che illumina i tredici di Sandra. Lascio aperto l’armadio, sono scappati tutti, gli anni, lei, la mia incoscienza. Resta il profumo della passione, della vulnerabilità, firme indelebili nei vestiti di allora, ma residenti in un cuore appesantito.
A fianco, la divisa militare, che rammenta i diciotto mesi di noia (e non naia) incredibile. Eppure stento a riconoscermi in quel berretto sgualcito, in quella camicia grigio verde con cordone rosso e gradi di sergente. Era l’epoca di un amore pastorale, medioevale, tradizionale, in cui mi sentivo impantanare a poco a poco. Non mi sovviene il suo nome, perchè forse……………una nube di passaggio. Finalmente giunse Lui, benestante di campagna, con tessera di partito, e lei sparì. Fu un gradito tradimento liberatorio. Poco più in là, l’armadio mi indica la divisa in cui mi trasformai in sport man ai box dell’Autodromo Santamonica. E’ un mondo in cui inspiegabilmente si rischia la vita per il podio più alto. Alla massima velocità in pista si ragiona, non è follia, sono coscienti del rischio. Anche se l’amico carissimo neozelandese Kim Newcombe anni fa a Silvestrone cessò di vivere. Con quella divisa nipponica da attore, inciampai non casualmente in Raffaella, un essere umano speciale, milanese, barista ai box. Le sue spietate critiche erano rivolte alle mie performances clownesche di attore sportivo. Su quella divisa nell’armadio è stampata la sua incantevole frase:”Smettila di recitare”. Lei tornò a Milano, ma io smisi di recitare e lasciai Santamonica perchè Raffaella aveva ragione. La passione non sfugge mai alla verità, e con lei fu grande esperienza.
L’Università di Urbino mi accolse come un figlio. Ci andavo in autostop, da disoccupato, per sociologia e giornalismo. Grazie a Giovanni, Caesar e Lucia, compagni ed amici, passammo un anno intensamente politico, sovraccarichi di tensioni sociali. Ma al circolo universitario “Che Guevara”, una perla dagli occhi verdi la ricordo ancora. Mai una parola, mai un dialogo, solo una canzone dei Chicago al juke-box univa i nostrio fugaci sguardi. Seduta, sola, spesso smarrita, nessun idiota pretesto mi spinse ad avvicinarmi a Lei, anche se il suo fascino, i suoi occhi mi suggerivano il contrario.
Nell’ultimo cassetto dell’armadio, ritrovo la mia tuta blu di giornalista metalmeccanico. Per non prostituire le mie idee politiche, scelsi come compagni di vita acciaio, ferro, ghisa, alluminio e ottone, e due cagnolini fratelli, Bill e Lila che dormivano in fabbrica. La passione per il lavoro, di cui ero incompetente, accentuò il mio temperamento dinamico, trasformandomi in vero metalmeccanico. La fatica quotidiana mi regalava serenità, incredibile rispetto dai miei compagni, affetto smisurato dai miei due angeli a quattro zampe. Quando Lila e Bill mi lasciarono per sempre, la disperazione fu assoluta padrona della mia forte depressione. Dovetti lasciare il lavoro sempre assistito dai medici legali che accertarono presso gli organi competenti la gravità del mio status. La fabbrica mi ha donato tanto acciaio nello spirito, e tanto rimpianto. La disperazione spesso conduce alla rassegnazione, ma l’acciaio psicologico mi salvò.
Dopo tanti anni, un giorno, una meteora, un raggio di sole africano, mi costrinse a togliere il cuore dal divieto di sosta, e troppo improvvisa nacque passione. Elizabeth, come tutti i fratelli africani, sono costretti, per necessità, a considerare la vita principalmente sotto l’aspetto economico. Con Elizabeth, complicità, intuizioni comuni, amore, furono solo sporadiche e fugaci apparizioni.
Così, inevitabilmente fu cancellato tutto. La passione è minata dal denaro, è violentata dai suoi artigli. La passione è free come il cuore, sempre in guerra con la macchiavellica mente. Se così non fosse, lo squallore asfalterebbe anche i sogni.

Marcello – autore Ebo Del Bianco

Un racconto Medley di tre personaggi cinematografici interpretati da Marcello Mastroianni ed immaginati al presente in modo surreale. Ispirato ai film Il Mondo Nuovo, Ginger & Fred e Stanno tutti bene.
Supporto musicale: Matroianni – autrice ed esecutrice al piano Sade Mangiaracina, con Luca Aquino tromba, Carmine Ioanna fisarmonica.

«Non so dove mi sta trascinando questa carrozza, gli anni sono appesantiti come macigni, i capelli non sono più cespugli di gioventù. Mi sento un ex Giacomo Casanova perseguitato dalla passione giovanile. Mi fermo in una locanda per distendermi supino ad occhi aperti. Ho ancora molto da guardare, anche se il futuro è come aria rarefatta. Ho ancora un’eternità per riposare».
Casanova resta un personaggio che invecchia come il vino ed appassisce come un fiore. L’album dei ricordi è un atto dovuto.

L’età non necessita di classificazioni, anche se Ginger & Fred, ai tempi d’oro, non avevano sciatalgie e dolori reumatici. Ma oggi, entrando negli studi televisivi del commendatore, il grande presentatore non urla più al microfono: «Ed ecco a voi…». «Oggi Ginger, stanno tutti su un divano in salotto con cinque telecamere e parlano, parlano. Il tip tap per loro è preistoria, per noi due è come un percorso di vita tracciato su una decina di mattonelle e scandito dai nostri piedi malconci. Lasciamoli parlare, Ginger, è il loro modo di apparire. A noi basta essere anche in incognito».

«Matteo, se vai in treno su al nord dai nostri figli, ricordati di mettermi i fiori sulla tomba, poi, quando torni, dimmi se stanno tutti bene». Il viaggio di Matteo Scuro pensionato, anche oggi avrebbe questo preludio. I figli vivono verso nord, la terra sognata, ma lassù oltre la nebbia, qualcos’altro spesso occulta la realtà. «Il treno mi emoziona perché quando si ferma nella grande stazione come ora, i figlioli corrono verso il loro padre.
E’ ora di scendere, lo sportello è aperto, ma ad attendermi non vedo nessuno. Ma al nord a quest’ora lavorano, non hanno tempo di venire qui. Ora provo a telefonare a gettoni. Ma non trovo cabine, meglio telefonare dal Bar Stazione. Meno male, tutto ok, vengono a prendermi. Eccoli là, tutti insieme, uniti per papà Matteo. Sono commosso, è da tanto che non ci vediamo».
Matteo è ansioso di sapere se stanno tutti bene, perché al ritorno, in Sicilia, al cimitero deve rassicurare la moglie defunta. I figli hanno nascosto la loro realtà non convincendo del tutto Matteo. Non stanno tutti bene, ma Matteo se ne torna in treno autoconvincendosi del contrario.
P.S.: ho scelto questi tre personaggi perché poco considerati dai critici e mezzi di comunicazione, nonostante i profondi contenuti esondati dalla splendida interpretazione di Marcello Mastroianni.

Ciao Marcello e scusa il disturbo, ma era un dovere.

10 Novembre 2016 Ebo del Bianco

L’Accademia

Visions and illusions autore Ebo del Bianco

Musica di supporto: This moment slips away, autori The bad Plus & Joshua Redman – Ethan Iverson piano – Reid Anderson bass – David king drums – Joshua Redman tenor sax.

Circoscritto, assediato dal vuoto, mi giunge improvviso il silenzio eterno di tutto ciò che è trascorso. Sulla via oscura, un rumore di pioggia accentua l’insopportabile movimento del traffico.
Una violenza continua, in questo attimo di attesa, il non poter creare dinamismo mentale.
Provo ad inventarmi in altra dimensione, magari in sogno. Divagare è geniale perché inizio a viaggiare anche lontano dal mio status, non so dove, non so come. Eppure sono già in volo alla ricerca di un qualcosa estraneo a tutto ciò che devo assemblare in questa sopravvivenza.
Non in dimensione di sogno notturno, ma come una visione senza limiti di tempo, di orari, dove sono banditi i calendari.
Una visione, dove il mondo preconfezionato non circoscrivi la libertà di essere, il diritto di vivere. Ed allora, laggiù o lassù, posso rendermi disponibile a chi mi raggiunge.
Sto già avvicinandomi, aggrappandomi a stento, ad una illusione.
E’ un nutrimento fondamentale ora, in questo viaggio. Forse due occhi, due labbra, un viso in attesa di comuni intuizioni. Non la Eva concepita come donna, ma la Eva concepita come essere umano. Sembra inimmaginabile questa visione, ma il sogno va coltivato.
Allora anche il Dio denaro può bruciare in una grande anfora simbolica, affinché tutto si purifichi e l’aria si profumi di disinteresse. In questa dimensione è di buon auspicio osservare insieme l’agonia del mondo ormai privo di idee e di valori, in attesa del suo naufragio, visione finale.

Ottobre 2016 autore Ebo del Bianco

“Inferno 2000: Degeneration” di Ebo Del Bianco

Musica di supporto: Profondo Rosso – esecutori I Goblin

“Per me si va nella città dolente, per me si va nell’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente”. Sembra quasi essere giunti davanti ad un grande portone aperto, al di là del quale s’ode il rumore di una “Degeneration” totale che spinge oltre il lecito una nave senza rotta. Siamo all’epilogo, ognuno è munito di cintura di salvataggio per affrontare una tempesta apocalittica. Si entra, si ascolta, si osserva, e ci si sente inghiottiti da un caos assordante. Le menzogne circolano come idee comuni, servite come un piatto forte. Sulla grande piazza vengono celebrati lutti e tragedie dallo showman di turno, che invoca audience ed applausi ad un pubblico stordito, rassegnato, narcotizzato. “Degeneration” è in cabina di comando, offrendo con le sue ancelle le sue verità in spots commerciali. Applausi ininterrotti, per celebrare un atto di fede. Questa è la visione infernale del secondo millennio, senza cerchi, senza peccatori, ma senza protagonisti.

Autore Ebo Del Bianco

Aprile 2016

Ed ecco a voi…la pattumière di Ebo del Bianco

Introduzione: profondamente in omaggio al maestro Federico Fellini
Supporto musicale: opera sinfonica contemporanea Carmina Burana, autore Carl Off.

Indifferenza, disinvoltura, aleggiano sulla società privata dei suoi valori. Il fetore che si respira, è un prodotto doc della disinformazione, che ha l’obiettivo di far credere che in cielo c’è sempre un asino che vola.
La televisione accesa dà l’immediato senso reale dell’orientamento sulla psicologia della pubblica opinione.
Il popolo ormai è abituato ad ascoltare il mitragliamento quotidiano televisivo, ormai compattato per abbattere qualsiasi forma di dissenso.
“L’uomo solo al comando”, cita i gufi come oracoli dalle previsioni errate.
Quando finirà questa deprimente citazione dei gufi?
I gufi sono uccelli notturni, innocui, splendidi.
Chiamarli in causa come simbolo di avversità è molto imbarazzante, specie se, poi, “l’uomo solo al comando” a colpi di spots impone le sue.
E’ preoccupante rilevare la presenza di pseudo gregari che, dopo aver cambiato casacca, sono portatori di borracce.
La Pattumière è uno strano oggetto che contiene rifiuti, un contenitore mediatico che ha il “fascino” e l’abilità insieme, di far confondere al popolo un profumo francese col fetore di una informazione non vera e pilotata.
La Patumière ha nell’asino che vola un fedele supporter grottesco, paradossale.
Protagonisti della Pattumière giullari di corte, illustri kamerieri strapagati per mentire.
Quando e come sarà vuotata questa Pattumière?
Ai posteri, e non ai gufi, l’ardua previsione.

Marzo 2016
Ebo del Bianco

“Nebbie” di Ebo Del Bianco

Supporto musicale: dal Progetto “Contemporaneo immaginario”, autore ed esecutore MARCO TAMBURINI, il brano “Nebbie”.
Protagonisti, in una giornata grigia a Ferrara, Elide e Max, due ex compagni di scuola, ora adulti, rimasti soli. Passeggiando, raccontano, parlano in funzione del tempo passato e di ciò che statrascorrendo.

Elide:” Allora ero giovane, studente per vocazione, amavo la scuola perchè la sentivo di mia appartenenza, sia per la vita che vi conducevo, sia per l’atmosfera che vi respiravo. Eravamo ben 30 in classe mista, io al terzo banco, con accanto la carissima Francesca , una donna straordinaria per la sua padronanza e per il suo carattere versatile. Francesca ora vive a Torino, anche lei è sola, con due figli sposati. Dopo la studio, dopo le battaglie in piazza col movimento, mi sono ritrovata impiegata negli ambienti che ho sempre detestato e combattuto. Alle Poste sono stata assunta per concorso, ma il guaio è che mi sono sposata con un collega più giovane di me che mi ha reso madre per poi soppiantarmi. Mio figlio ora è sposato, lavora in fabbrica con contratto a termine, ed io lo sto aiutando con la mia pensione. Alfredo è sposato con un figlio e sua moglie è disoccupata. Questo Max è il mio racconto, ora parlami di te amico di tante battaglie.”
Max:”In quella classe dove tu dicevi di prosperare, c’ero anch’io, confinato all’ultimo banco. Non ho mai amato la scuola, quel tipo di insegnamento a cui eravamo sottoposti. La scuola non è solo un edificio, una metodologia di linguaggio meno accademico e più accessibile all’apprensione.Se 5 ore in classe erano assai pesanti da sostenere, tutto era dipeso dal metodo. Ricordo il prof. Petrillo di matematica che il primo giorno di scuola, ci interrogò su alcune definizioni apprese nelle medie inferiori. Ci ragalò 30 pesanti indufficienze da gestire in pagella. Quella era la scuola di allora, che abbiamo duramente messo in discussione. Il clima si è poi arroventato perchè la scuola da sempre è stata considerata un’istituzione intoccabile. Solo Pier Paolo Pasolini mise in discussione la scuola come palazzo e come metodo di insegnamento. Il restto della intellighenzia italiana ha fatto muro. Vedi Elide, io non mi sono buttato a capofitto sul lavoro, ho sempre cercato il posto giusto al momento giusto. Ed il posto giusto fu allora Metalmeccanico della FIOM. Sono volati via 30 anni di passioni, fatiche, sacrifici, ma anche soddisfazioni. Mi sono sposato con una donna di forte temperamento, ma dopo 15 anni sono rimasto vedovo con una figlia fortunatamente uguale a sua madre. Ed eccoci qui soli. a passeggiare senza meta, con tutti i nostri passati sfuocati nei ricordi, come le nebbie che quasi ci nascondono a noi stessi.”
Elide”: Sai Max, io e te, sia a scuola che nella vita siamo stati quasi sempre separati, nonostante che eravamo nella stessa classe. Passeggiare insieme tra questa nebbia, è davvero suggestivo. Il colore grigio della nebbia si accosta al colore sfuocato del nostro passato, rendendo ancor più opaco il presente.”
Max:” Passeggiare è vivere, è dare un senso dinamico e non statico alla vita. Siamo malati terminali di nostagia, acrobati appeso al filo della malinconianella speranza che non si spezzi.mai. E senza volerlo siamo già pronti a voltare pagine per un’altra passeggiata tra i ricordi.”.

Gennaio 2016 Autore Ebo Del Bianco

“La vita continua” autore Ebo Del Bianco

Supporto musicale: Colonna sonora del film “La Famiglia” di Ettore Scola, autore il maestro Armando Trovajoli. Dedicato a Federico Fellini ed Ettore Scola.

Sono tornato da poco, la casa è ormai un rifugio. Fuori il freddo congela anche il più pallido ottimismo. Oggi, per strada, ho osservato, con rassegnazione, una immensa platea di assenti che transitavano rumorosamente. Per me è solo aria che cammina, come dei fantasmi che sfiorano la realtà. La finzione li ha inghiottiti trasformandoli in interpreti virtuali di una vita inesistente. La platea li consacra spettatori, ma non protagonisti della realtà. Sul palcoscenico va in onda il nulla, e per loro anche il nulla crea interesse, curiosità, credibilità. Mi sto accontentando di questa solitudine che mi protegge, che mi allontana dai virus come un antibiotico. In questa casa sono certo di poter nascondere tutti i miei tesori, a partire dalla mia identità, dai miei sogni proibiti, dalle mie illusioni, dalle mie irrazionalità, dalle mie fantastiche bugie, dai miei acciacchi. Però con me stesso gioco a carte scoperte, lo specchio aggressivo è sempre in agguato. Sono persino felice, ma a televisione spenta. Una doccia rinfrescante spazza via le ultime scorie. Ed è per puro caso che mi sono appena tolto una fastidiosa barba. Sarei quasi pronto per un appuntamento, ed allora il cuore batte a intermittenza come una luce, ma la mente, alleata dello specchio non concede il consenso. Ho spento tutto in casa, mi assiste sola la luce, mentre navigo con l’immaginazione sul solito foglio di carta a righe per tenermi allineato mentre scrivo. A notte fonda, Lei starà dormendo con due cellulari accesi, sempre in attesa di un vano squillo. L’arte è ben altro, è sveglia anche senza squilli,a qualsiasi ora. Ti sollecita, ti invita a metterti seduto, silenziosamente con le mani tra la testa. Così ti ritrovi a navigare in un mare con itinerario certo, con l’immaginazione che funge da vento in poppa.
Ora puoi spegnere quei due telefoni, sono ormai lontano da quelle tue paranoie.
Il sole è una stella, ma anche il sole, come noi tutti, ha il destino segnato e si spegnerà, cancellandoci tutti in un baleno. Tu, in questo preciso istante, non sei una stella, ed ecco perché sopravvivo di luce propria. Ti nomino solo per immaginarti distante dalla mia galassia dove l’arte mi tiene in vita. Quando all’alba uscirò di casa e mi siederò al volante per i soliti itinerari diurni, spero di poter scovare sul viso di tanti “naufraghi” un bagliore che illumini sul grande schermo sociale una semplice scritta: “La vita continua”. Sarà come un biglietto di auguri per essere presenti, protagonisti. Per me sarà un segnale incoraggiante per uscire dalla mia tana.

GENNAIO 2016 Autore Ebo Del Bianco

“Movimenti politici” di Ebo Del Bianco

Musica di supporto: “Passport -control” autore ed interprete Jan Bang.

Tutti i movimenti che si sono creati dal dopoguerra ad oggi, non essendo soggetti politici, nonostante le loro goiuste tematiche, le loro dure prese di posizione contro le azioni del potere, non hanno mai potuto governare a livello nazionale. Quando il potere governativo ha fragili opposizioni come soggetti politici, aumenta la pericolosità del suo operato. Per essere soggetti politici, bisogna strutturarsi come un vero partito, con tutti i suoi organi, con tutti i suoi programmi precisi, anche senza punti di riferimento precedenti. Il movimento del 1968, che è stato il più consistente, con i suoi temi ha messo in difficoltà vecchie strutture come la scuola, vecchi modi di rapportarsi con la volontà popolare. Però, non essendo soggetto politico, non aveva una organizzazione per governare. E così è stato, e nonostante vuoti di potere dei vari governi in difficoltà, tutto è rimasto intatto. Il movimento ’77, il più deciso ad andare oltre la piazza, oltre le proteste, ha subìto tra l’altro anche infiltrazioni dei servizi segreti deviati, che hanno agito per impedire che il più grande soggetto politico di massa, il Partito Comunista Italiano, non andasse al governo con la Democrazia cristina di Moro. Tutti sappiamo purtroppo come è andata a finire, e ciò dimostra quanto sia difficile in Italia trascinare il popolo , le masse, democraticamente a cambiare radicalmente strada. Cioè passare da essere movimento di protesta a soggetto politico per governare. Oggi non siamo un paese democratico per vari motivi, ma il più sostanzioso è il potere assoluto del governo per mancanza di soggertti politici che lo contrastino in modo efficace. Trentanni di edonismo, di realtà virtuali, hanno ormai intaccato anche il dna politico del popolo, che ormai accetta passivamente tutto dal governo senza vere opposizioni. Il movimento 5 stelle, se si struttura come soggetto politico, può veramente governare anche a livello nazionale, come vera alternativa al governo. Altrimenti resterà solo un “bastian contrario” pur avendo ragione. Quasi tutta la stampa cartacea e mediatica sta dalla parte del governo e agire come movimento è ammirevole per tenacia. Ma per avere più forza bisogna avere strutture di partito in acciaio inossidabile per battere questo governo.

Gennaio 2016 Ebo Del Bianco