Archivio della categoria Internet

Silenzio

“It’ s Possible” autore Ebo Del Bianco

Musica di supporto: “Le Bonheur”- esecutori Grègory Privat piano, Linley Marthe double bass., Tilo Bertholo drums.

Proviamo ad immaginare, ad osservare ogni possibile obiettivo al nostro orizzonte. Proviamo a liberarci di quell’Io che ha ostacolato il percorso fin qui intrapreso. Proviamo a nascondere le nostre abitudini in un rifugio segreto ed abbandonarle. Proviamo a tendere un’agguato alla nostra razionalità per concedere libertà provvisoria al nostro istinto. Proviamo a resistere ad ogni tentazione di sudditanza, proviamo ad innalzare un muro psicologico verso check point e fili spinati. Proviamo a costruire una nuova vita senza certificati di garanzia, senza l’ausilio di coloro che impongono idee. Proviamo a vivere per davvero per quello che avremmo dovuto essere. Proviamo ad abbattere lo strapotere dell’ignoranza, proviamo a rendere discendente la sua parabola. Provare è sempre possibile finchè il respiro ci conforta.

Gennaio 2017 Autore Ebo Del Bianco

L’Accademia

Visions and illusions autore Ebo del Bianco

Musica di supporto: This moment slips away, autori The bad Plus & Joshua Redman – Ethan Iverson piano – Reid Anderson bass – David king drums – Joshua Redman tenor sax.

Circoscritto, assediato dal vuoto, mi giunge improvviso il silenzio eterno di tutto ciò che è trascorso. Sulla via oscura, un rumore di pioggia accentua l’insopportabile movimento del traffico.
Una violenza continua, in questo attimo di attesa, il non poter creare dinamismo mentale.
Provo ad inventarmi in altra dimensione, magari in sogno. Divagare è geniale perché inizio a viaggiare anche lontano dal mio status, non so dove, non so come. Eppure sono già in volo alla ricerca di un qualcosa estraneo a tutto ciò che devo assemblare in questa sopravvivenza.
Non in dimensione di sogno notturno, ma come una visione senza limiti di tempo, di orari, dove sono banditi i calendari.
Una visione, dove il mondo preconfezionato non circoscrivi la libertà di essere, il diritto di vivere. Ed allora, laggiù o lassù, posso rendermi disponibile a chi mi raggiunge.
Sto già avvicinandomi, aggrappandomi a stento, ad una illusione.
E’ un nutrimento fondamentale ora, in questo viaggio. Forse due occhi, due labbra, un viso in attesa di comuni intuizioni. Non la Eva concepita come donna, ma la Eva concepita come essere umano. Sembra inimmaginabile questa visione, ma il sogno va coltivato.
Allora anche il Dio denaro può bruciare in una grande anfora simbolica, affinché tutto si purifichi e l’aria si profumi di disinteresse. In questa dimensione è di buon auspicio osservare insieme l’agonia del mondo ormai privo di idee e di valori, in attesa del suo naufragio, visione finale.

Ottobre 2016 autore Ebo del Bianco

“Inferno 2000: Degeneration” di Ebo Del Bianco

Musica di supporto: Profondo Rosso – esecutori I Goblin

“Per me si va nella città dolente, per me si va nell’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente”. Sembra quasi essere giunti davanti ad un grande portone aperto, al di là del quale s’ode il rumore di una “Degeneration” totale che spinge oltre il lecito una nave senza rotta. Siamo all’epilogo, ognuno è munito di cintura di salvataggio per affrontare una tempesta apocalittica. Si entra, si ascolta, si osserva, e ci si sente inghiottiti da un caos assordante. Le menzogne circolano come idee comuni, servite come un piatto forte. Sulla grande piazza vengono celebrati lutti e tragedie dallo showman di turno, che invoca audience ed applausi ad un pubblico stordito, rassegnato, narcotizzato. “Degeneration” è in cabina di comando, offrendo con le sue ancelle le sue verità in spots commerciali. Applausi ininterrotti, per celebrare un atto di fede. Questa è la visione infernale del secondo millennio, senza cerchi, senza peccatori, ma senza protagonisti.

Autore Ebo Del Bianco

Aprile 2016

Ed ecco a voi…la pattumière di Ebo del Bianco

Introduzione: profondamente in omaggio al maestro Federico Fellini
Supporto musicale: opera sinfonica contemporanea Carmina Burana, autore Carl Off.

Indifferenza, disinvoltura, aleggiano sulla società privata dei suoi valori. Il fetore che si respira, è un prodotto doc della disinformazione, che ha l’obiettivo di far credere che in cielo c’è sempre un asino che vola.
La televisione accesa dà l’immediato senso reale dell’orientamento sulla psicologia della pubblica opinione.
Il popolo ormai è abituato ad ascoltare il mitragliamento quotidiano televisivo, ormai compattato per abbattere qualsiasi forma di dissenso.
“L’uomo solo al comando”, cita i gufi come oracoli dalle previsioni errate.
Quando finirà questa deprimente citazione dei gufi?
I gufi sono uccelli notturni, innocui, splendidi.
Chiamarli in causa come simbolo di avversità è molto imbarazzante, specie se, poi, “l’uomo solo al comando” a colpi di spots impone le sue.
E’ preoccupante rilevare la presenza di pseudo gregari che, dopo aver cambiato casacca, sono portatori di borracce.
La Pattumière è uno strano oggetto che contiene rifiuti, un contenitore mediatico che ha il “fascino” e l’abilità insieme, di far confondere al popolo un profumo francese col fetore di una informazione non vera e pilotata.
La Patumière ha nell’asino che vola un fedele supporter grottesco, paradossale.
Protagonisti della Pattumière giullari di corte, illustri kamerieri strapagati per mentire.
Quando e come sarà vuotata questa Pattumière?
Ai posteri, e non ai gufi, l’ardua previsione.

Marzo 2016
Ebo del Bianco

“La vita continua” autore Ebo Del Bianco

Supporto musicale: Colonna sonora del film “La Famiglia” di Ettore Scola, autore il maestro Armando Trovajoli. Dedicato a Federico Fellini ed Ettore Scola.

Sono tornato da poco, la casa è ormai un rifugio. Fuori il freddo congela anche il più pallido ottimismo. Oggi, per strada, ho osservato, con rassegnazione, una immensa platea di assenti che transitavano rumorosamente. Per me è solo aria che cammina, come dei fantasmi che sfiorano la realtà. La finzione li ha inghiottiti trasformandoli in interpreti virtuali di una vita inesistente. La platea li consacra spettatori, ma non protagonisti della realtà. Sul palcoscenico va in onda il nulla, e per loro anche il nulla crea interesse, curiosità, credibilità. Mi sto accontentando di questa solitudine che mi protegge, che mi allontana dai virus come un antibiotico. In questa casa sono certo di poter nascondere tutti i miei tesori, a partire dalla mia identità, dai miei sogni proibiti, dalle mie illusioni, dalle mie irrazionalità, dalle mie fantastiche bugie, dai miei acciacchi. Però con me stesso gioco a carte scoperte, lo specchio aggressivo è sempre in agguato. Sono persino felice, ma a televisione spenta. Una doccia rinfrescante spazza via le ultime scorie. Ed è per puro caso che mi sono appena tolto una fastidiosa barba. Sarei quasi pronto per un appuntamento, ed allora il cuore batte a intermittenza come una luce, ma la mente, alleata dello specchio non concede il consenso. Ho spento tutto in casa, mi assiste sola la luce, mentre navigo con l’immaginazione sul solito foglio di carta a righe per tenermi allineato mentre scrivo. A notte fonda, Lei starà dormendo con due cellulari accesi, sempre in attesa di un vano squillo. L’arte è ben altro, è sveglia anche senza squilli,a qualsiasi ora. Ti sollecita, ti invita a metterti seduto, silenziosamente con le mani tra la testa. Così ti ritrovi a navigare in un mare con itinerario certo, con l’immaginazione che funge da vento in poppa.
Ora puoi spegnere quei due telefoni, sono ormai lontano da quelle tue paranoie.
Il sole è una stella, ma anche il sole, come noi tutti, ha il destino segnato e si spegnerà, cancellandoci tutti in un baleno. Tu, in questo preciso istante, non sei una stella, ed ecco perché sopravvivo di luce propria. Ti nomino solo per immaginarti distante dalla mia galassia dove l’arte mi tiene in vita. Quando all’alba uscirò di casa e mi siederò al volante per i soliti itinerari diurni, spero di poter scovare sul viso di tanti “naufraghi” un bagliore che illumini sul grande schermo sociale una semplice scritta: “La vita continua”. Sarà come un biglietto di auguri per essere presenti, protagonisti. Per me sarà un segnale incoraggiante per uscire dalla mia tana.

GENNAIO 2016 Autore Ebo Del Bianco

“Donna” autore Ebo del Bianco

Musica di supporto: “Donna” -autore MARCO TAMBURINI – Musicians – MARCO TAMBURINI tromba – STEFANO PAOLINI batteria – PAOLO GHETTI contrabbasso – STEFANO ONORATI piano

Sola. Sul balcone di primo mattino, osservi l’orizzonte intrappolato da una fitta nebbia. E’ la tua prima apparizione, in perfetta solitudine, mentre all’interno, solo un cane osserva i tuoi movimenti. E’ il mio primo ciak immaginario su di te. Donna, sempre di altri, mai di te stessa, dalle tue storie ricavo una sorte di autopsia dei rapporti umani, dove stoestraendo fragilità, paura, diffidenza.
Donna, il tuo dover sempre dare senza garanzia di ricevere, altera l’equilibrio di ogni rapporto. Donna senza maschere, spesso sei vittima del burattinismo di chi ti sta di fronte, che non si preoccupa di procedere verso la distruzione di una relazione. Spesso la menzogna e la mistificazione diventano la nuova realtà fittizia in cui sei costretta a sopravvivere. Donna, tu sai che le apparenze illudono, tu sai che al di là delle apprenze non è semplice scovare la realtà.
Ora che li hai svegliati, ora che stai preparando loro la prima colazione, scatta il mio secondo ciak immaginario su di te. Con loro a tavola, inizia il procedimento arduo e quotidiano per tentare di scoprire le loro più intime verità. Il bimbo sorride, ed è vero. Lui, l’”Hombre”, che invece si mostra nudo solo a letto, inizia il mascheramento arrampicandosi sugli specchi, inizia a dileguarsi dalla sua immagine deformata, ma vera. Donna, il tuo continuo inseguimento di ricerca, mostra che attraverso la tua psicologia è più semplice filtrare la realtà. La tua sincerità, La tua sensibilità, contrastano con l’”Hombre” che hai ora davanti, in giacca e camicia, che si appresta a mascherarsi per avviare le sue azioni, certo di non svelare la crisi dei rapporti umani. Ora che sei sola, donna, scatta il mio terzo ciak immaginario. Cerchi di far emergere tutto cio che non si dice, al di là di parole e gesti inutili. Ciò rivelerà solo il vuoto che ti circonda, perchè riuscirai a fotografare la tua anima. Ti accorgerai della banalità delle conversazioni, che producono dialoghi assurdi e non credibili, assediati dal vuoto e dal silenzio. Ed allora, donna, questa società del secondo millennio, le sue violenze fisiche e psicologiche, fortunatamente, nonostante la loro pericolosità, non cambiano la tua verà identità. L’Hombre è figlio della estraneità e le sue maschere sono un mezzo irrinunciabile per arrivare alla degenerazione. Resta Donna, mai in attesa di verità, ma almeno viva nella realtà quotidiana per contribuire a cambiarla anche coi sogni.

Giugno 2015 -Autore Ebo Del Bianco

Il viaggio parte 3a: Il confessionale di Ebo del Bianco

Il viaggio parte 3a: Il confessionale di Ebo del Bianco
Supporto musicale: Blue Tangos – Paolo Conte

Il viaggio continua verso il cosiddetto nord-est dell’Italia, verso Venezia.
Isabelle ora siede in macchina a fianco a Paco ed insieme scoprono una terra dove l’industria, l’artigianato sono all’avanguardia.
Ma quello che spicca all’occhio è il verde della campagna.
Entrambi sono sorpresi di questo panorama, e dopo ore di viaggio, stanchi ma incuriositi, decidono di fermarsi in un ristorante hotel tra Padova e Venezia.
Cenano tra un silenzio di tomba, poca gente, pochi clienti. Ma il vitto era ottimo.
Isabelle, lancia uno sguardo a Paco, si alza e si dirige verso il bureau per chiedere una camera matrimoniale.
Paco acconsente e non si sorprende. Tenendosi per mano salgono su un ascensore ed arrivano alla stanza n. 10. Entrano ed al centro delle loro attenzioni e della camera si presenta loro un grande letto.
Senza parlare chiudono porta, finestra e Isabelle spegne la luce.
Entrambi, con calma, si spogliano completamente, salgono sul letto e si mettono nudi schiena contro schiena senza vedersi. Ed iniziano a raccontarsi, parlando a vicenda senza toccarsi.
Non parlano di banalità, ma cercano di mettere a nudo anche la loro anima. Dopo pause di silenzio, i loro racconti cessano.
Isabelle afferra una mano di Paco ed insieme spingono il bottone di accensione luce. Le loro mani sotto la luce restano avvinghiate come i loro corpi, liberi da impurità e stanno per compiere un solenne atto d’amore completo e voluto.
Sfiniti, sorridenti, restano abbracciati in un unico corpo. Così termina il viaggio, la ricerca per entrambi di un nuovo itinerario nella paranoica vita di ogni giorno.
Con un atto d’amore si sopravvive e si comprendono i valori di esistere, di creare.
I nostri due protagonisti si sono conosciuti casualmente, hanno scavato nella loro anima e hanno ritrovato amore. Ma nessuno dei due ha barato perché sul confessionale non erano solo fisicamente, ma anche spiritualmente nudi e pronti a mettersi in gioco.

Aprile 2015
Ebo del Bianco

“Il viaggio, seconda parte”. Autore Ebo Del Bianco –

Musica di suppporto: “Meditatus Agnus Dei – autore ed esecutore, JAN GUNNAR HOFF.

Poichè questo viaggio non pone scadenze, mete, obiettivi precisi, Isabelle mi indica di svoltare verso Campegnine, una cittadina del reggiano nota per ever dato i natali ai sette fratelli Cervi. Isabelle, avvolta in una coperta, mi indica esattamente tutto il percorso per giungere al museo Cervi.Avevo compreso che Isabelle veniva dal classico e che che gà si era recata lì. Era informatissima su tutto. Per quella notte decicidemmo di fermarci in una locanda a camere separateanche per trovare il tempo di metabolizzare il nostro incontro, e rivedere e ripensare al tutto. Da queste parti, in campagna, è il gallo da che da la sveglia per primo. Fuori dalla finerstra si vede un nebbione visibilità zero. ho lasciato dormire Isabelle fino al sole alto, poi la signora della locanda gentilmente gli offre un suo vestito di quelli che un tempo si cucivano a mano o con conl’uncinetto.Quando Isabelle apparve, aveva una immagine perfetta. A tavola ci fu servito un caffè latte come ai vecchi tempi, . Il latte sembrava munto al momento. Ci incamminammo a piedi verso il museo Cervi, La fattoriaCervi. Quello che ci colpì era il silenzio tombale rimasto tale e quale da decenni. Poi tutti gli attrezzi intatti, la cucina, la grande tavola dove spesso veniva stesa la polenta.”Isabelle, perchè, non viviamo in un mondo in un modo legato a quei ricorrdi così sani, così puri.” “ Perchè tutti i ricordi sani,belli e brutti, sono devastati e portati via dal fruscio del vento come in un deserto di sabbia., fu la risposta di Isabelle. Di Aldo Cervi, di Antenore, a mala pena rimarrà il prufumo della loro fede politica nella loro stanza. Di Papà Alcide resterà nella storia solo il tormento di aver assistito alla fucilazione dei suioi 7 figli e la e la trepedida e vana attesa di 7 nuore sulla porta spalancata.Anche la mamma resterà in vana attesa per 2 anni. Quella porta, “disse Isabelle” deve restare sempre aperta per ricordare che lì c’è sempre qualcuno che aspetta.Pesate voi, una famiglia di lavoratori della terra, distrutta in un baleno solo perchè un libro di Gramsci era finito nella libreria del paese. Isabelle stava camminando lungo i filari, osservava tutto anche ciò che non si vedeva , ma si percepiva. Quelle terre sono sacre come il clima festoso del pulman di ragazzi che tornano a casa. “Quando insegnavo e andavamo in gita erano le grandi città a farla da padrone, di sse “Isabelle.Ma anche i paesi hanno le loro storie, le loro tradizioni. Isabelle veniva dal Sud . Salutammo ls signora Angela che ci aveva ospitati, e decidemmo di tornare a viaggiare. Sentivamo già a’avvicinarsi del grande smog ma ci erava
vamo muniti di mascherine. Continua
Marzo 2015 autore ebodelbianco