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To Federico Fellini

Supporto musicale: Evan autore Antonio Faraò.
Musicians: Antonio Faraò piano, Joe Lovano sax, Ira Coleman bass, Jack de Johnette drums.

La Valmarecchia è quasi un percorso cinematografico, Petrella Guidi è l’epicentro di questo mio ritorno dal Maestro e Giulietta.
La vecchia auto mi asseconda, mi soddisfa in tutto.
Nel loro giardino, due lapidi, una panchina ed un alberello.
Eccomi, sono qui seduto. Invece dei bagagli ho trasportato tutto ciò che ho riciclato in modo indifferenziato nella squallida società.
Dalle menzogne alle ipocrisie, lascio laggiù una realtà ormai assuefatta al peggio.
Un vero tentativo di fuga per riconciliarmi con l’arte, lontano da masturbazioni e prostituzioni mentali in offerta speciale come ultima occasione per avallare le gesta del potere.
Sono tutti schierati, Federico, lo stratega della pubblica opinione, il direttore d’orchestra tedesco, il Comm. Lombardoni con le sue fiction televisive narcotizzanti, il mentitore ambulante, la nave senza pilota, il casanova dai muscoli pettorali, ed anche tu che stai viaggiando attorno a te stessa alla ricerca di chi ti sta davanti.
A tutti loro un addio, ma non alla sacralità della vita. Ora, Federico, Giulietta, osservo in lontananza tutto ciò che non produce rumore, ma silenzio.
E’ giunta la sera, grazie Maestro per la tua arte profetica di essere sempre in anticipo sui tempi.

A Federico Fellini
Ebo del Bianco

Crescendo scoprirai di Ebo del Bianco.

Supporto musicale: Crescendo scoprirai, autore Michael Ragonese
Musicisti: Michael Ragonese piano, Jasmine Tommaso voce.

Il vento scuote impetuoso le piante del viale strappando le foglie che se ne vanno al loro destino autunnale.
D’improvviso il mare si appiattisce, la quiete fa la sua apparizione come il treno che sta per arrivare in stazione. E quando si ferma immobile, lo sguardo lo fotografa come un quadro appeso nel vuoto in attesa di nuova tempesta.
Gli umori della natura, come infrastrutture, accompagnano vicende e storie sin dall’inizio, quando tutto nacque.
Ora fermiamoci un attimo ad osservare noi stessi in compagnia solo del destino a noi riservato. Scaviamo in profondità per estrarre residui di verità.
La natura, ora immobile e stanca, è testimone di un incontro privo di parole di circostanza.
E’ sufficiente l’insicurezza dei nostri occhi per inviarci reciprocamente fotogrammi d’incomprensione o di comuni intuizioni.
Col trascorrere del tempo, della sua terribile esattezza, ti troverai sempre a scoprire il tuo cambiamento a confronto con chi ti sta di fronte.
Scoprirai persino le tue verità occultate, le porterai in superficie pagando un prezzo.
Quando il treno sopraggiungerà come la quiete, sarà ormai tardi per ricevere il biglietto di andata e ritorno.

Novembre 2017
Autore Ebo Del Bianco

Dedica speciale
A Michelangelo Antonioni

“Piccolo Fiore” autore Ebo Del Bianco

Una piece metafora ispirata ad una giovane senza futuro.

Musica di supporto: “One Mirrors Many try-out at Storm”, trio DE BEREN GIEREN, FULCO OTTERVANGER PIANO, LIEVEN VAN PEE BASS., SIMON SANGERS DRUMS

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La notte se ne va malconcia, spogliata di ogni frammento di oscurità. Sollecita uno sbiadito e falso sole autunnale ad eccitarsi per una nuova pagina.
E tu piccolo fiore underground attendi lo sguardo sfuggevole di una luce lontana e torbida, aggrappata alla tua malinconia.
Risorgerai, piccolo fiore, in una immaginaria foresta vergine,tra il verde dei tuoi sogni.
Risorgerai, piccolo fiore, per frantumare il buio crudele della tua vita.
Risorgerai e sarai rosa sorridente, e sui tuoi petali finalmente un sole underground accenderà i suoi riflettori
“Por siempre”.

Silenzio

“It’ s Possible” autore Ebo Del Bianco

Musica di supporto: “Le Bonheur”- esecutori Grègory Privat piano, Linley Marthe double bass., Tilo Bertholo drums.

Proviamo ad immaginare, ad osservare ogni possibile obiettivo al nostro orizzonte. Proviamo a liberarci di quell’Io che ha ostacolato il percorso fin qui intrapreso. Proviamo a nascondere le nostre abitudini in un rifugio segreto ed abbandonarle. Proviamo a tendere un’agguato alla nostra razionalità per concedere libertà provvisoria al nostro istinto. Proviamo a resistere ad ogni tentazione di sudditanza, proviamo ad innalzare un muro psicologico verso check point e fili spinati. Proviamo a costruire una nuova vita senza certificati di garanzia, senza l’ausilio di coloro che impongono idee. Proviamo a vivere per davvero per quello che avremmo dovuto essere. Proviamo ad abbattere lo strapotere dell’ignoranza, proviamo a rendere discendente la sua parabola. Provare è sempre possibile finchè il respiro ci conforta.

Gennaio 2017 Autore Ebo Del Bianco

L’Accademia

Visions and illusions autore Ebo del Bianco

Musica di supporto: This moment slips away, autori The bad Plus & Joshua Redman – Ethan Iverson piano – Reid Anderson bass – David king drums – Joshua Redman tenor sax.

Circoscritto, assediato dal vuoto, mi giunge improvviso il silenzio eterno di tutto ciò che è trascorso. Sulla via oscura, un rumore di pioggia accentua l’insopportabile movimento del traffico.
Una violenza continua, in questo attimo di attesa, il non poter creare dinamismo mentale.
Provo ad inventarmi in altra dimensione, magari in sogno. Divagare è geniale perché inizio a viaggiare anche lontano dal mio status, non so dove, non so come. Eppure sono già in volo alla ricerca di un qualcosa estraneo a tutto ciò che devo assemblare in questa sopravvivenza.
Non in dimensione di sogno notturno, ma come una visione senza limiti di tempo, di orari, dove sono banditi i calendari.
Una visione, dove il mondo preconfezionato non circoscrivi la libertà di essere, il diritto di vivere. Ed allora, laggiù o lassù, posso rendermi disponibile a chi mi raggiunge.
Sto già avvicinandomi, aggrappandomi a stento, ad una illusione.
E’ un nutrimento fondamentale ora, in questo viaggio. Forse due occhi, due labbra, un viso in attesa di comuni intuizioni. Non la Eva concepita come donna, ma la Eva concepita come essere umano. Sembra inimmaginabile questa visione, ma il sogno va coltivato.
Allora anche il Dio denaro può bruciare in una grande anfora simbolica, affinché tutto si purifichi e l’aria si profumi di disinteresse. In questa dimensione è di buon auspicio osservare insieme l’agonia del mondo ormai privo di idee e di valori, in attesa del suo naufragio, visione finale.

Ottobre 2016 autore Ebo del Bianco

“Inferno 2000: Degeneration” di Ebo Del Bianco

Musica di supporto: Profondo Rosso – esecutori I Goblin

“Per me si va nella città dolente, per me si va nell’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente”. Sembra quasi essere giunti davanti ad un grande portone aperto, al di là del quale s’ode il rumore di una “Degeneration” totale che spinge oltre il lecito una nave senza rotta. Siamo all’epilogo, ognuno è munito di cintura di salvataggio per affrontare una tempesta apocalittica. Si entra, si ascolta, si osserva, e ci si sente inghiottiti da un caos assordante. Le menzogne circolano come idee comuni, servite come un piatto forte. Sulla grande piazza vengono celebrati lutti e tragedie dallo showman di turno, che invoca audience ed applausi ad un pubblico stordito, rassegnato, narcotizzato. “Degeneration” è in cabina di comando, offrendo con le sue ancelle le sue verità in spots commerciali. Applausi ininterrotti, per celebrare un atto di fede. Questa è la visione infernale del secondo millennio, senza cerchi, senza peccatori, ma senza protagonisti.

Autore Ebo Del Bianco

Aprile 2016

Ed ecco a voi…la pattumière di Ebo del Bianco

Introduzione: profondamente in omaggio al maestro Federico Fellini
Supporto musicale: opera sinfonica contemporanea Carmina Burana, autore Carl Off.

Indifferenza, disinvoltura, aleggiano sulla società privata dei suoi valori. Il fetore che si respira, è un prodotto doc della disinformazione, che ha l’obiettivo di far credere che in cielo c’è sempre un asino che vola.
La televisione accesa dà l’immediato senso reale dell’orientamento sulla psicologia della pubblica opinione.
Il popolo ormai è abituato ad ascoltare il mitragliamento quotidiano televisivo, ormai compattato per abbattere qualsiasi forma di dissenso.
“L’uomo solo al comando”, cita i gufi come oracoli dalle previsioni errate.
Quando finirà questa deprimente citazione dei gufi?
I gufi sono uccelli notturni, innocui, splendidi.
Chiamarli in causa come simbolo di avversità è molto imbarazzante, specie se, poi, “l’uomo solo al comando” a colpi di spots impone le sue.
E’ preoccupante rilevare la presenza di pseudo gregari che, dopo aver cambiato casacca, sono portatori di borracce.
La Pattumière è uno strano oggetto che contiene rifiuti, un contenitore mediatico che ha il “fascino” e l’abilità insieme, di far confondere al popolo un profumo francese col fetore di una informazione non vera e pilotata.
La Patumière ha nell’asino che vola un fedele supporter grottesco, paradossale.
Protagonisti della Pattumière giullari di corte, illustri kamerieri strapagati per mentire.
Quando e come sarà vuotata questa Pattumière?
Ai posteri, e non ai gufi, l’ardua previsione.

Marzo 2016
Ebo del Bianco

“La vita continua” autore Ebo Del Bianco

Supporto musicale: Colonna sonora del film “La Famiglia” di Ettore Scola, autore il maestro Armando Trovajoli. Dedicato a Federico Fellini ed Ettore Scola.

Sono tornato da poco, la casa è ormai un rifugio. Fuori il freddo congela anche il più pallido ottimismo. Oggi, per strada, ho osservato, con rassegnazione, una immensa platea di assenti che transitavano rumorosamente. Per me è solo aria che cammina, come dei fantasmi che sfiorano la realtà. La finzione li ha inghiottiti trasformandoli in interpreti virtuali di una vita inesistente. La platea li consacra spettatori, ma non protagonisti della realtà. Sul palcoscenico va in onda il nulla, e per loro anche il nulla crea interesse, curiosità, credibilità. Mi sto accontentando di questa solitudine che mi protegge, che mi allontana dai virus come un antibiotico. In questa casa sono certo di poter nascondere tutti i miei tesori, a partire dalla mia identità, dai miei sogni proibiti, dalle mie illusioni, dalle mie irrazionalità, dalle mie fantastiche bugie, dai miei acciacchi. Però con me stesso gioco a carte scoperte, lo specchio aggressivo è sempre in agguato. Sono persino felice, ma a televisione spenta. Una doccia rinfrescante spazza via le ultime scorie. Ed è per puro caso che mi sono appena tolto una fastidiosa barba. Sarei quasi pronto per un appuntamento, ed allora il cuore batte a intermittenza come una luce, ma la mente, alleata dello specchio non concede il consenso. Ho spento tutto in casa, mi assiste sola la luce, mentre navigo con l’immaginazione sul solito foglio di carta a righe per tenermi allineato mentre scrivo. A notte fonda, Lei starà dormendo con due cellulari accesi, sempre in attesa di un vano squillo. L’arte è ben altro, è sveglia anche senza squilli,a qualsiasi ora. Ti sollecita, ti invita a metterti seduto, silenziosamente con le mani tra la testa. Così ti ritrovi a navigare in un mare con itinerario certo, con l’immaginazione che funge da vento in poppa.
Ora puoi spegnere quei due telefoni, sono ormai lontano da quelle tue paranoie.
Il sole è una stella, ma anche il sole, come noi tutti, ha il destino segnato e si spegnerà, cancellandoci tutti in un baleno. Tu, in questo preciso istante, non sei una stella, ed ecco perché sopravvivo di luce propria. Ti nomino solo per immaginarti distante dalla mia galassia dove l’arte mi tiene in vita. Quando all’alba uscirò di casa e mi siederò al volante per i soliti itinerari diurni, spero di poter scovare sul viso di tanti “naufraghi” un bagliore che illumini sul grande schermo sociale una semplice scritta: “La vita continua”. Sarà come un biglietto di auguri per essere presenti, protagonisti. Per me sarà un segnale incoraggiante per uscire dalla mia tana.

GENNAIO 2016 Autore Ebo Del Bianco