“Un costume di vita bopper”

Le mie note biografiche – Ebo Del Bianco

Nato a San Giovanni in Marignano (Rimini) il 23/02/1945, in piena epoca Be-Bop, ecco perché ho un costume di vita bopper.
A 9 anni oltre le scuole, frequentavo i night clubs di Cattolica con mio padre batterista per ascoltare Hengel Gualdi, Perez Prado, e tutti i grandi musicisti live come Bruno Martino. Mio padre m’insegnò a suonare le percussioni con debutto in pubblico a 10 anni al Caffè concerto. Il compianto maestro e compositore Carlo Alberto Rossi era all’epoca un mio ascoltatore.
Dopo le medie arrivò Roma, il capitolo più importante della mia gioventù, perché Roma mi ha insegnato ad affrontare gli studi tecnici, che odiavo, ad amare l’arte ed anche la società italiana in bianco e nero del dopoguerra. Il servizio militare a Spoleto, il ritorno a 22 anni in Romagna ma con la mentalità della grande metropoli. Col diploma tecnico delle medie superiori che odiavo, non mi sentivo appagato. Dopo un periodo importante di lavoro come addetto stampa all’autodromo di Santamonica, mi precipitai all’università di Urbino per frequentare la Scuola Superiore di Giornalismo ed il 27/08/1982 a 37 anni, il diploma universitario che sognavo. Ho sempre scritto ma Urbino mi ha forgiato nella tecnica. Poi la crisi d’identità dopo il profondo approccio col Living Theatre di Julian Beck e Judith Malina. Agli inizi degli anni ’80 provai per 28 anni a fare il metalmeccanico in fabbrica. Non sapevo neanche usare il cacciavite! Eppure sono gli anni in cui ho sentito tanto acciaio dentro al punto che mai ho prostituito i miei ideali esperienza straordinaria che mi ha fatto superare terribili traumi, la morte di mia madre, di mio padre e dei miei cagnolini. Ho sempre scritto, ho da sempre amato il jazz alla follia.
Anzi, sono sposato col jazz, con la sua delicatezza e sensibilità. Scrivo per la gente, le emozioni non sono un fatto personale.
Adoro Charles Bukowski, Alda Pivano, il cinema di Fellini. Le donne? A quelle che ho conosciuto e frequentato auguro maggiore sensibilità e più feeling alle intuizioni artistiche che sono nascoste in ognuno di noi. Più irrazionalità, più imprevedibilità, meno agende, meno calendari.
A Markellian Kapedani, straordinario pianista ed intellettuale, a sua moglie Yama grandiosa artista musicale, vanno le mie attenzioni, il mio affetto ed il mio grazie da paranoico “fratello” in età, dicono, pensionabile.
Ai giovani lettori del blog rileggete le mie parole quando siete in strada, nella società, al cinema quando baciate la vostra fidanzata.
Stavolta ho finito, ascolto al Jarreau, con le sue love song, anche per voi.

Ciao Ebo

3 Commenti a ““Un costume di vita bopper””


  • Grandi Weather…
    eccomi qua come promesso in quel di Pesaro mercoledì scorso.
    Sono il batterista siciliano…un saluto al suddista.
    emanuele

  • ciao Ebo,hai creato veramente una bella cosa con questo blog
    dipingi di jazz ogni cosa che fai e…..?!!
    grande Ebo , ciao e alla prox
    Gerbo

  • rimango stupefatto per questo blog ma rimango dell idea che la carta stampata sia miglior veicolo.

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