Archivio bianco

Welcome di Ebo Del Bianco



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ALL OF ME: DO YOU REMEMBER? DI EBO DEL BIANCO


animals di ebo del bianco

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nel frattempo qualcosa è successo – di Ebo Del Bianco



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TRIBUTO A MICHEL PETRUCCIANI – DI EBO DEL BIANCO



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Happy night – di Ebo Del Bianco


Dialogo surreale a distanza con Woody Allen. Musica di conforto: Rapsodia in Blue di George Gerswin. 

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Premiata Forneria Marconi – di Ebo Del Bianco



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Underground a 360° – di Ebo Del Bianco


A tutti coloro che tengono a non essere chiamati scrittori, a coloro che narrano emozioni quotidiane in presa diretta senza meschinamente nascondere aspetti sgradevoli, fastidiosi e ripugnanti per far posto a subdole ipocrisie. A ricordo di Fernanda Pivano e di tutti i Beats Underground che hanno sempre preferito restare semplici come tutti, in cambio della libertà. A ricordo di Gregory Corso poeta beat da me conosciuto negli anni ’80 tramite Living Theatre di Judith Malina al Festival del Teatro di Santarcangelo di Romagna. Omaggio a Charles Bukowski, narratore underground. 

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Bopper – di Ebo Del Bianco



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Come on baby – di Ebo Del Bianco

Il più  classico degli inviti galanti ormai in disuso anche tra gli americani, quelli attrezzati un tempo, con Chevrolet e Cadillac, oggi invece clamorosamente indirizzati verso vetture a dimensioni ridotte.

Dialogo surreale con Alberto Sordi.

Se tra noi oggi ci fosse “Albertone”, quello di “Un americano a Roma”, in dialetto romanesco direbbe: “Aoh! Nun c’è sto a’ capì na’ mazza!”. L’America esagerata, quella della Harley Davidson, della Chevrolet, delle super mega strade ed autostrade, quella mitica a stella e strisce, vuole viaggiare in 500.

Da 300 km all’ora si passa ai 150. Sarebbe come dire dai grandi fast foods passare al panino con la mortadella, che magari è più gustoso. “Albé”, pure noi stentiamo a credere! Noi al mattino dopo il caffelatte, ad una certa ora, una rosetta col prosciutto riusciamo a farcela prima del fatidico pranzo a base di spaghetti ai mille gusti! Ma là “Albé” stanno a “coltivà” gli orti pure sui grattacieli. Nei films americani quando appare una tavola imbandita, “Nun se capisce se stanno a cenà o pranzà”, o fanno breakfast come gli inglesi.

Oggi, “Albé”, si dice: “Come on baby” sali in Ferrari, quella però in mostra al salone dell’automobile in cerca di proprietario. Per essere alla moda, andrebbe bene una Cabriolet, ma 500. I tempi sono questi, e ad ogni colpo di acceleratore, corrisponde un acciacco al portafoglio.

L’America di Obama sta cambiando “Albé” vanno a ruba le parole, la cui produzione è in netto aumento al punto tale che addirittura l’asino riesce non solo a volare, ma a bassa quota. Mentre noi, poveri squattrinati, ci facciamo una pizza al taglio sulla panchina, come un miraggio ci passa accanto una lunghissima Cadillac con sposi a bordo.

Per un paio d’ore i passeggeri sono i proprietari, ma quando scade l’affitto, in lontananza s’intravede una famigliare pronta al trasbordo. Oggi, “Albé”, “fanno” finta che tutto sia come prima, magari “fammo” finta anche di vivere, ma “nun possiamo fa finta de crepà”.

“Come on baby”, la tua immagine è appesa al muro accanto a quella di Alberto, questa volta senza virgolette, perché simpaticamente vivo tra tutti noi, poveri squattrinati.

Ebo Del Bianco