Archivio John Zorn

“The big John Zorn” di Ebo Del Bianco

Musica di supporto: from Masada. Live in Taipei with JOHN ZORN sax alto e direzione – MARC RIBOT chitarra – DAVE DOUGLAS tromba – GREG COHEN basso – JOEY BARON batteria –

John Zorn, sax alto, composizione e direzione d’orchestra, è nato a New York nel 1953. Circoscrivere e dare un’appartenenza alla musica di John Zorn non è un’impresa dagli esiti scontati. Indubbiamente nelle sue sonorità il jazz è presente, ma ci sono anche rock, punk,elettronica, klezmer e qualsiasi altra musica che diabolicamente riesca a ficcarci dentro. Divaga tra orchestre,
gruppi free e colonne sonore che di fatto non lo sono; stravolge Morricone, strapazza Hank Mobley, Lee Morgan, Sonny Clark e Ornette Coleman. E’ un moderno menestrello che ama confondere e contaminare i canoni “tradizionali” del jazz. Ma è sopratutto un artista ed esploratore di nuovi suoni che tenta di allargare con originalità le maglie e i confini del jazz. Il suo eccletismo lo rende uno degli artisti più interessanti degli ultimi anni. John Zorn è avviato da piccolo allo studio del pianoforte. Un po’ più grande dirotta il suo interesse verso la chitarra ed il flauto. Da adolescente s’innamora della musica classica contemporanea. Al college, a St Louis, viene travolto dalle note free di FOR ALTO di Antony Braxton. E’ una folgorazione in piena regola. Lasciati in anticipo e senza rimpianti gli studi e poi St Louis per la stimolante e trasgressiva New York, Zorn incomincia a stringere rapporti con musicisti free come il bassista Fred Frith, e fare ogni tipo di esperienza che la ribollente scena newyorkese gli prospetta. Contamina le musiche con elementi sonori dell’ambiente urbano, tapes e quant’altro, in linea con quelle che sono le sperimentazioni di John Cage, che lui ammira e segue molto. Dopo esordi discografici fatti di musiche improbabili, fonda nei primi anni ’80 una sua casa discografica, la Tzadik, che riscuoterà un notevole successo. A metà dello scorso decennio la firma con la label Elektra/Nonesuch gli regala una notorietà non più limitata a pochi fan. Fioccano dischi di notevole portata come “The Big Gundown” sulle musiche di Ennio Morricone, “Spillane” e “Spy vs Spy”, un progetto su Ornette Coleman. Crea nel frattempo il gruppo Naked City che propone musiche per uditi disposti a tutto. Tra i tanti esperimenti e gruppi emerge la formazione/progetto Masada: un incontro originale tra Ornette Coleman e la musica Yiddish. Con lui collaborano Dave Douglas, il bassista Gregg Cohen e il batterista Joey Baron. Nel gruppo attuale da citare il chitarrista Marc Ribot. Nella produzione recente da citare alcuni brani micidiali come “Little Bittern” ed “Exodus”. La formazione è John Zorn sax e direzione, Marc Ribot chitarra, Jamie Saft organo e oiano, Trevor Dunn basso, Kenny Wollesen vibrafono, Joey Baron drums. Cyro Baptista percussioni. Ma il progetto evolutivo, esplorativo di John continua senza fermarsi mai.

Ottobre 2013 Ebo Del Bianco